
VITERBO – Dies Natalis ha un volto. Ieri sera la presentazione all’interno del Teatro dell’Unione, che ha lasciato i presenti e chi ha seguito la diretta streaming da casa a bocca aperta.
La Macchina di Raffaele Ascenzi è stata svelata al pubblico e ha saputo colpire già l’immaginario collettivo. Sono passati 13 giorni dall’annuncio del nome del vincitore. Tredici giorni di attesa per scoprire la protagonista del prossimo tre settembre.
La Macchina, come era già stato preannunciato il 4 settembre in sala d’Ercole, è un ritorno ai baldacchini di papiniana memoria, con le tecnologie del ventunesimo secolo. Di fatto le strutture ottocentesche rivivono in un gioiello tecnologico che permette di rivivere quelle emozioni del passato con circa il doppio delle dimensioni. Un colpo d’occhio a cui nessuno, tra gli spettatori moderni, è abituato.
Il progetto di Ascenzi racconta la storia dell’ascensione al cielo, alla vita eterna, di Rosa nel giorno della morte. Dies natalis infatti nella tradizione cristiana è il giorno della nascita in cielo, del ritorno al padre. Proprio questo giorno viene raccontato nella struttura della Macchina attraverso una sequenza di tre livelli.


















