Viterbo ha ricordato oggi il Giorno della Memoria: alle 9.30 la cerimonia in via della Verità
Pietre inciampo
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Viterbo ricorda il Giorno della Memoria. Alle 9.30 di oggi il sindaco Leonardo Michelini deporrà una corona in via della Verità nei pressi dell'abitazione di Emanuele Vittorio Anticoli, Bruno Di Porto e Letizia Anticoli. La famiglia ebrea che trovò la morte nei campi di concentramento ad Auschwitz e Mauthausen nel 1944.

Viterbo ricorda il Giorno della Memoria. Alle 9.30 di oggi il sindaco Leonardo Michelini deporrà una corona in via della Verità nei pressi dell’abitazione di Emanuele Vittorio Anticoli, Bruno Di Porto e Letizia Anticoli. La famiglia ebrea che trovò la morte nei campi di concentramento ad Auschwitz e Mauthausen nel 1944.

Alla cerimonia prenderanno parte gli alunni delle classi terze e della classe 5B della primaria dell’istituto comprensivo Fantappiè, insieme al dirigente scolastico Alessandro Ernestini e ai docenti e all’assessore alla scuola Antonio Delli Iaconi. Il momento della deposizione della corona sarà accompagnato dall’esibizione da parte di alcune alunne della 1A e della 3A di alcuni brani musicali che richiamano il tema della shoah.

Subito dopo la cerimonia ci si sposterà nella palestra dell’istituto scolastico per un momento di riflessione sui drammatici eventi di quegli anni insieme allo scrittore Mario Di Sorte, autore del libro Oltre il lago. Verranno inoltre esposti alcuni oggetti e alcune stoffe risalenti alla seconda guerra mondiale e proiettati alcuni filmati dedicati alla shoah.

L’8 gennaio 2015 furono collocate tre pietre d’inciampo, in via della Verità, davanti al portone d’ingresso dell’abitazione, in memoria della famiglia ebrea, prelevata da quell’edificio e destinata alla morte nei campi di sterminio.
Alla loro memoria è dedicata anche la targa collocata negli anni passati sullo stesso edificio.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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