Viterbo ricorda la strage di Vergarolla
lo striscione che ha aperto il corteo del 9 febbraio 2025 a viterbo
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Un’esplosione sulla spiaggia di Pola causò la morte di cento italiani, molti dei quali bambini.

VITERBO – Si svolgerà domenica 8 febbraio 2026, a Viterbo, la manifestazione in occasione del Giorno del Ricordo. Sarà ricordata la strage di Vergarolla del 1946.

L’appuntamento è domenica 8 febbraio 2026, alle ore 10.30, a piazza del Teatro, da dove muoverà il corteo che raggiungerà piazza Martiri delle foibe istriane. Alle 11.15, a Valle Faul, sarà deposto un omaggio floreale al cippo che ricorda Carlo Celestini.

“Quest’anno ricorrono gli ottanta anni dalla strage di Vergarolla – dichiara Maurizio Federici, Referente provinciale del C10F – un’esplosione sulla spiaggia di Pola causò la morte di cento italiani, molti dei quali bambini. Invito tutta la cittadinanza, le associazioni e i Sindaci della provincia a partecipare.”

Il Comitato 10 Febbraio, per il Giorno del Ricordo 2026 ha scelto lo slogan “Il Ricordo vola fino a Noi”.

“Il manifesto riporta l’immagine del Leone di San Marco, simbolo dell’italianità di quelle terre – dichiara Silvano Olmi, presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio– il ricordo degli infoibati, quindici dei quali erano originari della Tuscia, vive nell’impegno di tutti noi.”

L’evento si svolge con il patrocinio della Provincia di Viterbo e del Comune di Viterbo.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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