Viterbo ricorda i bombardamenti del 1944
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VITERBO - "Una triste e indelebile pagina di storia della nostra città che abbiamo tutti il dovere morale di ricordare”. Così la sindaca Chiara Frontini.

VITERBO – Venerdì 17 gennaio la giornata commemorativa delle vittime dei bombardamenti su Viterbo. La mattina sarà scandita da alcuni appuntamenti in memoria di quanto accaduto quel 17 gennaio del 1944. Alle 11 è prevista la celebrazione religiosa alla basilica di San Francesco. Seguirà la deposizione di due corone commemorative: una alla lapide collocata fuori la chiesa e l’altra a piazzale Gramsci, al monumento a ridosso dell’ingresso dell’area Garbini.

“Da ottantuno anni il 17 gennaio è una data impressa nella memoria dei viterbesi – sottolinea la sindaca Chiara Frontini -, soprattutto in quella di chi ha vissuto sulla propria pelle una simile tragedia o di chi ha perso un familiare sotto le macerie di quelle bombe. Una triste e indelebile pagina di storia della nostra città che abbiamo tutti il dovere morale di ricordare”.

 

 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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