Viterbo resta a guardare: la Mille Miglia snobba il centro storico nella 43esima edizione
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Oggi la Mille Miglia attraversa la Tuscia ma salta il centro storico di Viterbo, relegandola a un passaggio marginale tra periferie e deviazioni.

VITERBO – Oggi, mentre i motori rombano sulle strade della Tuscia e i borghi della provincia si vestono a festa, a Viterbo resta solo il rumore del silenzio. La 43esima edizione della Mille Miglia, la storica “gara più bella del mondo”, attraversa il territorio, ma salta a piè pari il centro storico della città dei papi, da sempre tappa simbolica e scenografica del percorso.

Il convoglio di auto d’epoca, Ferrari moderne e veicoli elettrici transiterà sì per Viterbo, ma solo nella sua periferia: Cassia nord, strada Tuscanese, via della Palazzina, piazza Caduti dell’Aviazione dell’Esercito, piazzale Gramsci, viale Capocci, via Santa Maria in Gradi e strada Cimina. Niente piazza del Plebiscito, niente San Lorenzo, niente San Pellegrino. Nessuna cartolina da offrire, nessun centro da vivere. Solo deviazioni del traffico e un passaggio fugace, quasi anonimo.

Ma perché Viterbo è stata tagliata fuori dal cuore dell’evento? È la domanda che oggi, tra commercianti del centro, cittadini e appassionati, rimbalza amara. Mentre realtà ben più piccole, come Monterosi, festeggiano il ritorno della Mille Miglia dopo sessant’anni, grazie all’iniziativa di un’associazione locale e all’impegno dell’amministrazione, Viterbo sembra aver perso un’occasione d’oro.

Mentre quindi le telecamere immortalano la bellezza dei borghi e delle strade della provincia, Viterbo resta fuori dall’inquadratura. Non c’è una passerella nel cuore medievale, non c’è un pubblico assiepato lungo i vicoli, non c’è musica né festa. C’è solo un tracciato veloce e funzionale, forse comodo, ma che lascia l’amaro in bocca.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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