Viterbo piange lo studioso Noris Angeli, stava lavorando allo 'Stemmario della città' e a un censimento dei palazzi storici
Foto Noris Angeli
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VITERBO - Il ricordo commosso di Giampaolo Serone di Archeoares con cui Noris Angeli stava lavorando ai due progetti. Saranno portati a termine da Archeoares.

VITERBO – Il 30 aprile 2025 ci ha lasciati Noris Angeli, storico e saggista insignito nel 1978 del prestigioso Premio Cultura della Presidenza del Consiglio. Innamorato di Viterbo, ha contribuito in maniera determinante a riscoprire pagine di storia essenziali della città, facendo riemergere dalle sabbie del tempo vicende e racconti altrimenti destinati all’oblio.

La sua ricchissima produzione saggistica, fondamentale per le giovani generazioni di studiosi come per quelle che verranno, costituisce un’eredità inestimabile che permetterà al suo nome di rimanere scolpito per sempre nelle menti e nei cuori di chi lo ha conosciuto
e di coloro che lo conosceranno negli anni e secoli a venire.

Ma Noris non era solo un grande storico, era un uomo coerente, un uomo che non accettava compromessi per non compromettere se stesso e gli ideali di vita che perseguiva.

“Carattere schivo, come quello dei gatti che tanto amava, rifuggiva le luci della ribalta e preferiva discutere delle sue scoperte (ma anche di calcio e politica) seduto sui gradini di San Lorenzo mentre l’umanità gli passava accanto. Quante indimenticabili mattine abbiamo condiviso nel mio studio a ragionare sulle nuove pubblicazioni, a sezionare le parole affinché tutto fosse assolutamente chiaro ai suoi lettori. Nel corso degli anni era diventato una figura fissa della mia vita lavorativa e con il suo parlare schietto, con la sua enorme cultura mai ostentata ma sempre al servizio degli altri, con il suo modo di fare affabile, con la sua ironia sottile e tagliente, si era conquistato le simpatie di tutti coloro che fanno parte della famiglia Archeoares”. Lo racconta così Giampaolo Serone di Archeoares.

“Noris ha dedicato la sua vita privata alla famiglia e quella da ricercatore a Viterbo che si è ricordata di lui conferendogli la Cittadinanza benemerita (21 giugno 2024) per i suoi studi e in vista del progetto titanico di pubblicare lo Stemmario della Città e il Censimento dei
Palazzi storici. I lavori erano a buon punto, stavamo rivedendo le ultime bozze ma non avevamo fatto i conti con gli imprevisti della vita – continua Serone -.

Caro Noris, caro amico mio, non credo però che sia il caso di arrendersi. Nella tua vita hai seminato bene e il raccolto abbondante è fatto dei volti e dei cuori che hanno condiviso con te un tratto di cammino. Non ci faremo, perciò, distrarre dallo sconforto, non ci fermeremo a rimpiangere quello che è stato ma andremo avanti tenendo bene in mente ciò che resta e resterà. Solo così, lavorando tutti insieme, potremmo mantenere la promessa di regalare a Viterbo anche questi tuoi nuovi doni”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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