Viterbo non si ferma, il gruppo Facebook delle aziende viterbesi al tempo del coronavirus
stefano
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VITERBO - Chi è aperto lo segnala qui, chi non l'ha ancora fatto lo faccia. Ognuno racconta come si è attrezzato per continuare a essere in esercizio con responsabilità.

VITERBO – Più di 2mila iscritti dal momento in cui anche il capoluogo della Tuscia è diventato zona rossa a ora. Una finestra di speranza nell’ora più buia. Questo è ‘Viterbo non si ferma’, gruppo Facebook dove in queste ore le aziende e realtà commerciali del territorio si stanno raccontando. 

Chi è aperto lo segnala qui, chi non l’ha ancora fatto lo faccia. Ognuno racconta come si è attrezzato per continuare a essere in esercizio con responsabilità. I commercianti e imprenditori viterbesi stanno dando prova di grande maturità e capacità di adattamento. Hanno recepito le disposizioni del governo e continua a svolgere i loro preziosi servizi ai cittadini. Questo permette di non bloccare la città.

La cosa di cui hanno bisogno in questo momento è la comunicazione, la pubblicità. Come giornale del territorio abbiamo deciso di raccontare di questo gruppo per aumentarne la diffusione e potenziarne i risultati. Nelle prossime ore attiveremo un dialogo con il gruppo e chiederemo di  pubblicare i messaggi contenuti all’interno. Tante piccole storie di forza e determinazione nei giorni del coronavirus. I viterbesi sapranno così dove recarsi per le cose di cui possono avere bisogno. 

Lo facciamo anche per mandare un messaggio chiaro a chiunque ha un’attività. Noi ci siamo, vi sosteniamo, sappiamo che andrà tutto bene e siamo pronti a impegnarci per contribuire a garantirvi un futuro. Lo facciamo ora mettendo a disposizione la nostra comunicazione sul giornale, lo faremo – passato il rischio del virus – mettendo a disposizione a tariffe ridotte e agevolate spazi pubblicitari e redazionali per raccontare le realtà imprenditoriali e commerciali del territorio. 

Così come lo faremo sostenendo la comunicazione istituzionale di cui avranno bisogno le piccole e medie imprese e le associazioni di categoria e sindacati. Abbiamo deciso di iniziare dall’inizio: il video con cui un bravissimo Stefano Zena dell’Antica Latteria ci spiega il progetto del gruppo Facebook ‘Viterbo non si ferma’. Buona visione e forza, non si molla di un millimetro. 

 

https://www.facebook.com/fabio.ranocchiari/videos/10213512176398463/ 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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