Viterbo nel mirino dei clan criminali?
tribunale viterbo
800x120 (1)
La nuova indagine dell'osservatorio tecnico-scientifico per la sicurezza e la legalità rivela le criticità della Città dei Papi e gli obiettivi che le cosche possono porsi a Viterbo

Se l’Eurispes avvertiva Viterbo di essere piuttosto sicura sotto un punto di vista dell’usura, nella Città dei Papi non si sono solo buone notizie. Secondo l’osservatorio tecnico-scientifico per la sicurezza e la legalità, infatti nella nostra provincia esiste un rischio medio-alto di infiltrazioni mafiose. A rivelarslo è l’ultimo rapporto Mafie nel Lazio, che fa parte un’analisi più estesa di tutta l’Italia.

Su 107 province censite, Viterbo si trova al 43esimo posto. Secondo lo studio, infatti, dei dodici settori economici analizzati, su Viterbo le organizzazioni mafiose sarebbero interessate a ben otto di esse: attività manifatturiere, fornitura di energia, gas e acqua, costruzioni, trasporti magazzinaggio e comunicazioni, attività finanziarie, attività immobiliari, sanità e, infine, altri servizi pubblici e sociali.

Anche gli appalti pubblici del viterbese, in particolar modo quello dei rifiuti, nel mirino dei clan nel viterbese. Secondo lo studio, la moltiplicazione degli sportelli bancari e alcuni sequestri immobiliari degli ultimi anno, potrebbero indicare che si tratti di un primo stadio per successive espansioni di soggetti riferibili a ‘ndrangheta e camorra. 

Benché la situazione nel viterbese sia meno preoccupante di quelle delle altre province laziali, la ricerca ha sottolineato la presenza nella Città dei Papi di sodalizi criminali, composto soprattutto da romeni, dediti soprattutto a reati contro il patrimonio e spaccio di stupefacenti.

 

 

 


I clan del Viterbese

Sarebbero cinque, secondo il quotidiano romano “Il tempo”, le famiglie criminali presenti a Viterbo e provincia: i clan Mammoliti, Libri, Zumbo-Gugliotta, Mollica-Clan e Nocera.
Come riporta la relazione annuale della Dna, nella provincia di Viterbo è presente anche un’organizzazione criminale di etnia nigeriana.

Gli Stati Generali La Fune
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Fune 300x300
aiac_banner_01
POST FB 01
TdP_Inalazioni
lafune_300 x 600
monastero interno
Jeep_Compass_apex_300x300_200
domenicale post
Foto Fisioterapy Center
Onda
asvis 2
Masicar300x300-optimize