Viterbo Music Festival: quattro giorni di concerti a Prato Giardino. Stasera i Tiromancino
Tiromancino
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Si parte stasera, 2 settembre, con un regalo alla città: un concerto gratuito al Prato Giardino. Sul palco i Tiromancino, la storica formazione guidata da Federico Zampaglione. Ad aprire: Dinosauro, Alba e Giorni Anomali. A seguire, il dj set Big Family.

VITERBO – La città si prepara a vibrare al ritmo della musica: poche ore al Viterbo Music Festival. Una quattro giorni che profuma di festa collettiva, pensata per aprire spazi, orecchie e piazze alla bellezza condivisa.

Si parte stasera, 2 settembre, con un regalo alla città: un concerto gratuito al Prato Giardino. Sul palco i Tiromancino, la storica formazione guidata da Federico Zampaglione, voce raffinata e poetica che da trent’anni segna la musica d’autore italiana. Ad aprire: Dinosauro, Alba e Giorni Anomali. A seguire, il dj set Big Family. Il 3 settembre, Samsara On Tour  e Big Family Dj Set.

La festa prosegue, sempre a Prato Giardino, con due serate a pagamento che guardano a pubblici e generazioni diverse. Il 5 settembre tocca a Lazza, star dell’urban italiano, che porta per la prima volta il suo show a Viterbo, accompagnato ancora dal set di Big Family.

Il 6 settembre invece i riflettori si accendono sui Sonohra, vincitori di Sanremo Giovani 2008 con L’amore: un live che intreccia pop, rock ed elettronica, seguito dal party SuperNostalgica, un viaggio da ballare tra tre decenni di hit con Dino Brown, Fabio Arriga, Stefano Zena e la voce di Matteo Bernacchi. Anche qui apertura aree dalle 19:00. “Viterbo deve tornare a portata dei giovani”, sottolinea Francesco Schirripa. Un obiettivo condiviso anche dall’assessore Katia Scardozzi, che rivendica il valore culturale e identitario di un evento che accompagna le celebrazioni di Santa Rosa, rendendo la città un palcoscenico aperto, vibrante e inclusivo.

Insomma, dopo le mini macchine, tocca alla musica: quattro giorni per ritrovare il piacere di stare insieme, tra canzoni che fanno parte della memoria collettiva e nuovi linguaggi che raccontano il presente.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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