
E mentre la classe dirigente cittadina si diverte a farsi guerra a colpi di comunicati là fuori c’è un mondo che sorpassa continuamente il capoluogo della Tuscia e va avanti. Mentre si ragiona su come spremere meglio i viterbesi ci sono un mare di occasioni non colte: bandi europei, regionali, di fondazioni e di altra natura.
Oggi vi vogliamo parlare di 40 impianti sportivi che beneficeranno del contributo previsto dal protocollo d’intesa tra Lega Nazionale Dilettanti, Associazione Nazionale Comuni Italiani e Istituto per il Credito Sportivo.
Un accordo che punta a mettere a disposizione fondi, non le chiacchiere dei comunicati stampa, rivolto ai comuni e alle società di calcio dilettantistiche. Prevede lo stanziamento di 2 milioni di euro ad anno solare da parte della sola Lega Nazionale Dilettanti, fino a una somma complessiva nel triennio di 6 milioni di euro a fondo perduto, ai quali se ne aggiungono altrettanti da parte di Comuni-ICS per 120 impianti sicuri ed ecosostenibili.
Nel corso di una conferenza stampa, che si è svolta il 28 luglio mattina presso Palazzo San Macuto a Roma, sono state presentate le prime 40 strutture che potranno usufruire delle risorse destinate al miglioramento dell’impiantistica sportiva.
I progetti ammessi (individuati tra i 71 presentati) prevedono la scelta di interventi relativi alla messa in sicurezza, all’introduzione delle fonti energetiche alternative e dell’illuminazione a led.
Una strada importante per risolvere i problemi dell’impiantistica di base, che dà la possibilità di restituire alle città d’Italia strutture sportive di primo livello a favore delle realtà giovanili. Anche Viterbo avrebbe bisogno di simili interventi. Perché il Comune non ha partecipato o promosso questa occasione? Perché non conosce l’esistenza di questo genere di possibilità? Perché continuiamo a perdere terreno, a perdere occasioni, a perdere milioni di euro che se avessimo una capacità progettuale e strategica potremmo portare a casa?
Ma non partecipando a questo genere di bandi Viterbo non perde solo la possibilità di impianti moderni o cose simili. Perde anche possibilità di creare posti di lavori. Perché avere a disposizione in tre anni sei milioni di euro per riqualificare un impianto sportivo significa creare occupazione. E dal lavoro si ottengono le tasse. Fare lavorare più gente può essere l’alternativa a spremere come limoni quei pochi che hanno ancora la fortuna di essere occupati.
Ma conoscere i bandi, avere delle strategie, svilupparli, lavorarci richiede una buona classe dirigente. Occorre qualcuno in grado di costruire un nuovo sistema ed è faticoso. Meglio continuare a governare come trenta anni fa, lamentarsi dei tagli del governo, battersi il petto dicendo che l’unica strada è l’aumento delle tasse, non toccare mezzo centesimo di spesa e scrivere comunicati stampa che più che informazione sono bollettini di propaganda. E intanto fuori il mondo cresce. E intanto le occasioni passano e intanto Viterbo rimane ferma al palo come sospesa dentro una bolla.


















