Viterbo, la Asl nel mirino: “Fa cassa sulle spalle dei lavoratori”
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La dirigenza della Asl aveva promesso un incontro entro il 10 agosto per discutere di un accordo sul pregresso, ma la riunione non si è mai svolta.

VITERBO – Non solo carenza di personale e turni massacranti: ora, a detta della FP Cgil Sanità di Viterbo, i lavoratori della Asl devono fare i conti anche con trattenute e ritardi nei pagamenti.

Il sindacato denuncia una serie di pratiche che definisce “inaccettabili”: da marzo 2025 non vengono erogati i buoni pasto, eppure l’azienda sanitaria continua a trattenere 1,03 euro per ciascun ticket mai consegnato. A ciò si aggiunge – sempre secondo la FP Cgil – il mancato rispetto delle sentenze del Tribunale di Viterbo, che fissano in 120 giorni il termine massimo per i pagamenti.

Non è tutto. La dirigenza della Asl aveva promesso un incontro entro il 10 agosto per discutere di un accordo sul pregresso, ma la riunione non si è mai svolta. Per il sindacato è la conferma di una gestione che, più che risolvere i problemi, sembra rinviarli.

“È evidente – scrive la FP Cgil – che l’azienda preferisca fare cassa sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori. Ci riserviamo ogni iniziativa a tutela dei nostri iscritti”.

Un braccio di ferro che rischia di aprirsi su più fronti: economico, legale e, soprattutto, sindacale. Con l’ennesima frattura tra chi lavora negli ospedali e chi li amministra.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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