Viterbo invasa dalle erbacce, Marini: "Servirà coinvolgere i cittadini nella pulizia"
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VITERBO - Così il delegato all'Ambiente ha in mente di costruire un meccanismo che guarda alla dimensione del tessuto sociale e punta a fare leva, tramite le associazioni del territorio, sui cittadini. 

VITERBO – Se ognuno pulirà davanti alla propria porta di casa, avremo una città pulita. Giulio Marini, neo delegato alla Cultura Ambientale, veste i panni del novello Socrate. Vuole tirare fuori dai viterbesi un aspetto finora scarsamente pervenuto: “darsi da fare per la città”. 

Il tema è quello delicato del taglio dell’erba, visto che il verde sta letteralmente prendendo possesso di strade e marciapiedi. Le maglie delle normative vigenti non permettono ai Comuni di comprendere il servizio di sfalcio dell’erba all’interno degli appalti per l’igiene urbana. Questo implica la necessità per Palazzo dei Priori di farsene carico direttamente e stanziare in bilancio il necessario. Aspetto particolarmente complesso in questo periodo difficile in cui si raschiano tutti i capitoli per cercare di tenere in piedi l’amministrazione della città.

Così il delegato all’Ambiente ha in mente di costruire un meccanismo che guarda alla dimensione del tessuto sociale e punta a fare leva, tramite le associazioni del territorio, sui cittadini. 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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