Viterbo in miniatura di Bernabucci, tanti viterbesi scrivono a La Fune per trovare spazi all'opera
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Anche La Fune è intervenuta a sostegno della prospettiva e sono arrivati tanti commenti e suggerimenti. Quanto realizzato negli anni da Bernabucci è un vero e proprio patrimonio, importante anche per l'abbellimento e la promozione del capoluogo della Tuscia.

Trovare uno spazio per una mostra permanente della Viterbo in miniatura realizzata dall’artista Giulio Bernabucci.

Anche La Fune è intervenuta a sostegno della prospettiva (leggi) e sono arrivati tanti commenti e suggerimenti. Quanto realizzato negli anni da Bernabucci è un vero e proprio patrimonio, importante anche per l’abbellimento e la promozione del capoluogo della Tuscia.

I suoi lavori, recentemente esposti nel duomo di San Lorenzo in occasione delle feste di Natale, non meritano di tornare in soffitta. L’invito che anche La Fune ha rilanciato al Comune di Viterbo è di trovare uno spazio idoneo dove allestire e tenere aperta un’esposizione permanente dell’opera.

Tra le idee sul tema lanciate dai lettori ce ne sono diverse meritevoli di attenzione. Tra queste il suggerimento di posizionare la Viterbo in miniatura di Bernabucci all’interno dell’Ufficio Turistico del Sacrario.

C’è chi ha indicato la strada dei privati, chiedendo di invitare al predisporre l’esposizione permanente i titolari dei Cantieri di via Saffi, che negli ultimi mesi hanno rivitalizzato con la loro imprenditorialità una parte importante del centro storico.

A questo punto La Fune invita i consiglieri comunali, di maggioranza e opposizione, a portare l’argomento all’interno delle discussioni del consiglio comunale.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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