Viterbo in Festa per tre giorni, in tanti in centro

VITERBO - Tre giorni di festa nel centro storico del capoluogo, che hanno funzionato da richiamo per molti viterbesi. La parte storica della città si è riempita, nonostante il tempo sfavorevole. A riprova che per richiamare persone serve battere la strada degli eventi.
VITERBO – Tre giorni di festa nel centro storico del capoluogo, che hanno funzionato da richiamo per molti viterbesi. La parte storica della città si è riempita, nonostante il tempo sfavorevole. A riprova che per richiamare persone serve battere la strada degli eventi.
Un impegno che ha visto molti protagonisti, in primis la Pro Loco guidata da Irene Temperini e il Tetraedro di Francesco Cerra. Intorno a loro buona parte dell’associazionismo locale e imprenditori del centro.
A tirare una somma su quanto accaduto un messaggio affidato ai social della Pro Loco di Viterbo: “Solo tre parole: Viterbo ha vinto. Dimostrando che le idee buone trovano le braccia e le gambe per camminare. Dimostrando che si possono abbandonare le divisioni e che tutti, ma proprio tutti, possiamo incontrarci su un terreno comune: l’amore per questa città.
Con la pro loco ci siamo presi una responsabilità. Quella di metterci la faccia e rischiare. Perché era molto chiaro che se fosse andata male sarebbe stata tutta nostra responsabilità. Abbiamo lanciato un sasso in uno stagno.
Una reazione speravamo di ottenerla. Ma neanche nella prospettiva più rosea potevamo pensare quello che è accaduto. Ci siamo impegnati. Facendo da regia insieme al Teatraedro ad associazioni ed eventi, anche diversissimi tra loro. Ed è uscita fuori una cosa bellissima. Abbiamo stretto accordi e mani, contattato agenzie di viaggio e tour operator, abbiamo fatto venire una marea di gente. Perchè per far riuscire un evento metà è farlo metà è pubblicizzarlo…altrimenti rimane a metà. E questo chi organizza lo sa. Grazie a chi ha dato una mano raccogliendo la sfida.
A chi ha contribuito con quello che ha potuto. A chi ci ha portato un caffè. A chi, (tantissimi) ci ha fermato per strada in questi giorni per dirci grazie! Non abbiamo fatto nulla di eccezionale. Abbiamo fatto quello che sentivamo. Abbiamo lanciato un segnale. Forte e chiaro.
A volte si deve avere il coraggio di somigliare a quello che sognamo per noi stessi, per le cose e le persone che amiamo…per la nostra città !
Grazie per averci sostenuto e partecipato in massa dimostrando che se si organizza qualcosa di carino la gente in centro ci viene!
Grazie ai compagni di viaggio, a Francesco, Sara, Vera, Rosanna per aver supportato e sopportato un vulcano in piena e continua eruzione…”
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi


















