Viterbo, il capoluogo perduto - "Stiamo per essere fagocitati da Roma"
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Ma non ve ne state accorgendo? Viterbo sta per essere fagocitata da Roma. Caltagirone è a Monterosi. E gli imprenditori locali? Dormono, sognano, s'illudono. Tirchieggiano, che è la cosa che meglio sanno fare. SCRIVETECI a info@lafune.eu

La Fune ha lanciato un tema su cui aprire un dibattito importante: il ruolo “mancato” di Viterbo come capoluogo della Tuscia. Invitiamo politici, imprenditori, associazioni di categoria, sindacati e cittadini a scriverci per mettere sul tavolo opinioni, riflessioni, idee. CONTATTATECI A info@lafune.eu

 

Oggi pubblichiamo l’intervento di un lettore de La Fune. 

Ma non ve ne state accorgendo? Viterbo sta per essere fagocitata da Roma. Caltagirone è a Monterosi. E gli imprenditori locali? Dormono, sognano, s’illudono. Tirchieggiano, che è la cosa che meglio sanno fare.

La politica sonnecchia, si trastulla, spettegola. Fa quattro “fregnacce” tanto per far qualcosa. Bagnoregio è una star indiscussa. Lago di Vico e paesi limitrofi….va beh quella ormai è Roma. Bolsena e paesi limitrofi, va beh ma quella ormai è provincia francese, tedesca, olandese, inglese…

Siamo circondati. Siamo in trincea. Altro che faro della provincia, capoluogo! Viterbo è cresciuta troppo in fretta e male, ha classe imprenditoriale e politica paesana, che si ritrova a dover gestire quella che ormai è una città e non è più un paesotto. Paesotto adorato. Dove la vita è un intervallo tra il pranzo e la cena. Dove i negozi in centro aprono alle 17.30, dopo il lauto pranzo e l’immancabile pisolone pomeridiano. Ma in fondo non era meglio così?
Ed allora perché costruire Santa Barbara,etc.etc.etc? Se si stava bene quando eravamo solo in 40.000,perché costruire così tanto? Ma ormai… Ormai… tocca ripeto tocca pensare più in grande. Quindi investire di più e meglio.
Copiare, copiare, copiare; come dice Oscar Farinetti. Centro Storico(dentro le mura), Terme, laghi, Monti Cimini, Aziende agricole. Asset strategici da valorizzare.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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