
Il Reddito di cittadinanza potrebbe rivelarsi una fregatura per quelle famiglie che oggi usufruiscono del Reddito di inclusione: lo strumento di lotta alla povertà varato dal governo Gentiloni con importi e requisiti diversi rispetto alla misura-bandiera del Movimento 5 Stelle.
A lanciare l’allarme è Antonella Sberna, assessora alle Politiche Sociali del Comune di Viterbo: “circa il 30% dei nuclei familiari rimarranno senza sostegno economico”. La discrepanza tra i requisiti, infatti, rende impossibile per una buona parte degli assistiti passare dal Rei al Reddito di cittadinanza. Due misure simili nell’intento, ma diverse nei criteri di accessibilità in termini di situazione reddituale e patrimoniale.
Dal 28 febbraio non è più possibile fare richiesta per ottenere lo strumento previsto dalla legge di bilancio del governo precedente: secondo i calcoli della Sberna, 150 su 800 famiglie perderanno qualsiasi forma di integrazione al reddito.“Col passaggio da Rei a reddito di cittadinanza, in assenza di misure alternative, ci troveremo di fronte, con tutta probabilità, a una nuova emergenza sociale”, spiega la Sberna.
“Mi auguro – conclude – che tutti coloro che ne hanno diritto possano ancora cogliere le opportunità concrete di sostegno al reddito offerte dalla carta REI e dai programmi sociali a esse collegati. Nel mentre sarà cura dei servizi sociali capire quali misure adottare per continuare a dare risposte concrete alle famiglie escluse dal reddito di cittadinanza”


















