Viterbo, i numeri sulla popolazione raccontano un aumento dei residenti di circa 7mila persone in venti anni
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VITERBO - Il capoluogo della Tuscia è quindi cresciuto in linea con l'andamento generale di altre città italiane vicine e in buona sostanza non è sensibilmente diventato attrattivo come luogo dove vivere ma neanche precipitato nell'abisso. 

VITERBO – La popolazione del capoluogo è cresciuta negli ultimi venti anni di poche migliaia di unità. Nel 2002 i residente nel territorio del comune di Viterbo erano 59.354 e al 31 dicembre 2022, esattamente 20 anni dopo, abbiamo 66.178 residenti. Un incremento complessivo in due decenni di 6.824 persone. 

Gli anni di maggiore crescita della popolazione sono stati, secondo dati Istat, il 2008 (con un incremento di 1374 residenti) e il 2013 con un più 2851 residenti. Gli anni di maggiore contrazione della popolazione residente sono invece stati il 2011 con un calo di 883 unità e il 2018 con una diminuzione di 1813 residenti. 

Per avere dei riferimenti comparativi Viterbo è crescita poco ma più della vicina Terni. Negli ultimi 20 anni infatti, sempre da dati Istat, il capoluogo di provincia umbro è passato da 105.680 residenti del 2002 a 106.793 del 2022, un incremento di 1.113 persone residenti. Spostandoci in Toscana siamo andati a vedere quanto è cresciuta Siena. Nel 2002 erano 52.775 residenti, diventati 52.974 nel 2022. 

Andando nella vicina Perugia troviamo questi dati: residenti 2002 150.823 e nel 2022 162.367, un incremento di 11.544 unità. Il dato di Rieri racconta di un passaggio da 44.453 residenti nel 2002 a 45.422 nel 2022, 965 persone in più in 20 anni. 

Il capoluogo della Tuscia è quindi cresciuto in linea con l’andamento generale di altre città italiane vicine e in buona sostanza non è sensibilmente diventato attrattivo come luogo dove vivere ma neanche precipitato nell’abisso. 

 

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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