Viterbo ha marciapiedi anti disabili e anti bambini, Palazzo dei Priori sviluppi un progetto per dare dignità alla città
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VITERBO - Lo diciamo chiaro perché non bisogna avere paura delle parole ma piuttosto della realtà che ogni giorni ci si spalanca davanti agli occhi. 

VITERBO – Una città che non include bambini e disabili è indegna. E i marciapiedi sono un termometro importante. Il capoluogo della Tuscia  ne ha di definibili come “anti bambino” e “anti disabili”. Lo diciamo chiaro perché non bisogna avere paura delle parole ma piuttosto della realtà che ogni giorni ci si spalanca davanti agli occhi. 

Impossibile uscire per il capoluogo della Tuscia e viverlo utilizzando i marciapiedi. Le persone in carrozzina e i passeggini dei bambini viaggiano sulle strade. Tutto a proprio rischio e pericolo e nell’indifferenza generale. Questo perché quando ci si abitua all’ingiusto e al brutto non si fa più caso a nulla e i viterbesi, purtroppo, sono tanto abituati. 

Palazzo dei Priori farebbe bene a mettere nella propria agenda di gestione della città la necessità di un piano da qualche milione di euro per uscire dallo stato in cui si trova. Perché a essere indegno non è tanto il presente ma il fatto che il problema non venga individuato e non si lavori per cambiare il futuro. Questo è indegno e colpevole. Convinti che l’amministrazione Arena non voglia portarsi dietro questa colpa, ereditata per carità di Dio ma pur sempre colpa, segnaliamo – per l’ennesima volta – la centralità di questo tema. 

Intanto ogni mattina i disabili viterbesi e i bambini viterbesi continueranno a essere male accolti dalla loro città. Avranno difficoltà a spostarsi e dovranno farlo stando in mezzo alla strada, a rischio della propria incolumità. Si consiglia, per decenza, di non usare la solita  scusa del “non ci sono soldi”, grazie.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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