
VITERBO – Una città che non include bambini e disabili è indegna. E i marciapiedi sono un termometro importante. Il capoluogo della Tuscia ne ha di definibili come “anti bambino” e “anti disabili”. Lo diciamo chiaro perché non bisogna avere paura delle parole ma piuttosto della realtà che ogni giorni ci si spalanca davanti agli occhi.
Impossibile uscire per il capoluogo della Tuscia e viverlo utilizzando i marciapiedi. Le persone in carrozzina e i passeggini dei bambini viaggiano sulle strade. Tutto a proprio rischio e pericolo e nell’indifferenza generale. Questo perché quando ci si abitua all’ingiusto e al brutto non si fa più caso a nulla e i viterbesi, purtroppo, sono tanto abituati.
Palazzo dei Priori farebbe bene a mettere nella propria agenda di gestione della città la necessità di un piano da qualche milione di euro per uscire dallo stato in cui si trova. Perché a essere indegno non è tanto il presente ma il fatto che il problema non venga individuato e non si lavori per cambiare il futuro. Questo è indegno e colpevole. Convinti che l’amministrazione Arena non voglia portarsi dietro questa colpa, ereditata per carità di Dio ma pur sempre colpa, segnaliamo – per l’ennesima volta – la centralità di questo tema.
Intanto ogni mattina i disabili viterbesi e i bambini viterbesi continueranno a essere male accolti dalla loro città. Avranno difficoltà a spostarsi e dovranno farlo stando in mezzo alla strada, a rischio della propria incolumità. Si consiglia, per decenza, di non usare la solita scusa del “non ci sono soldi”, grazie.


















