Viterbo guarda alla Romania per costruire strategie di crescita insieme. Visita del console Popescu a Palazzo dei Priori
Foto Frontini e console romeno
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VITERBO - Nel Comune di Viterbo, si contano poco meno di duemila cittadini romeni mentre in provincia il loro numero si aggira intorno alle 12200 persone.

VITERBO – Ottimi rapporti tra il Comune e la comunità romena, la sindaca Frontini ha incontrato il Capo del Consolato Generale di Romania a Roma Marian Popescu. In vista un forum economico con le realtà imprenditoriali della Tuscia.

Un incontro cordiale all’insegna della collaborazione e di significativi progetti futuri in
campo economico. E’ quello che si è tenuto a palazzo dei Priori tra la sindaca di Viterbo Chiara Frontini ed il Capo del Consolato Generale di Romania a Roma Marian Popescu.

“E’ stato un colloquio finalizzato a migliorare i già buoni rapporti tra la città di Viterbo e la folta comunità rumena che vive qui – ha spiegato Frontini-sono stati affrontati i temi relativi alle situazioni di criticità che possono riguardare i cittadini romeni di Viterbo.

Il Comune è molto vicino a questa comunità e concediamo ogni anno il nostro patrocinio alla festa nazionale romena oltre ad aver conferito la delega ai rapporti con questa comunità ad un consigliere comunale. Anche la relazione con il rappresentanti della Chiesa ortodossa è molto positiva e proficua”.

Diversi cittadini romeni sono seguiti dai Servizi sociali per quanto riguarda il diritto alla casa e molti di loro sono tra coloro che sono in attesa di un alloggio pubblico.

La sindaca e il rappresentante diplomatico hanno anche messo in campo dei progetti per favorire le comunicazioni tra il Comune e le autorità rumene che riguardano i minori bisognosi di tutela e i cittadini con fragilità.

Tra novembre e dicembre i cittadini romeni saranno chiamati alle elezioni presidenziali e
parlamentari rumene ed il Comune ha messo  a disposizione i locali del Centro polivalente del Sacrario per l’allestimento dei seggi elettorali.

Il Capo del Consolato Popescu, a cui la sindaca ha fatto omaggio del disegno originale in copia limitata della Macchina di Santa Rosa “Dies natalis”, ha espresso la volontà di intensificare la collaborazione e l’integrazione della popolazione rumena con quella viterbese, soprattutto per quanto riguarda i minori in difficoltà ed altre situazioni di possibile emergenza sociale, ma ha avanzato idee anche sul versante delle collaborazioni economiche e culturali.

“Sarà presto a Viterbo per una visita uf iciale il Console del nostro Paese e la nostra proposta è quella di organizzare un forum economico insieme ai rappresentanti del mondo imprenditoriale della Tuscia per affrontare progetti di scambio ed occasioni di collaborazione che riguardino anche possibili gemellaggi tra le zone termali della Romania e Viterbo”.

La sindaca e il Console generale si sono lasciati con il reciproco impegno di dare presto corpo alla comune volontà di sviluppare concrete intese future, coinvolgendo anche i rappresentanti della società viterbese. Nel Comune di Viterbo, si contano poco meno di duemila cittadini romeni mentre in provincia il loro numero si aggira intorno alle 12200 persone.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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