
VITERBO – Un capoluogo piegato sul proprio ombelico, incapace di una visione utile a sostenere i propri figli e a rappresentare una speranza per chi viene da fuori. Una città che ha come nemici i bambini stessi, dimenticati e osteggiati nei più banali gesti di una quotidianità felice.
Viterbo è una città nemica dei più piccoli. E’ un’esperienza che sto vivendo sulla mia pelle, da giovane padre viterbese. Non è neanche possibile uscire tranquillamente e fare un giro a piedi con il proprio piccolo in passeggino. Le condizioni dei marciapiedi sono imbarazzanti. Ma non è solo questione di erbacce (che in alcuni casi sono più alte di una persona di medie dimensioni), né solo di buche e tratti sconnessi. I marciapiedi di Viterbo sono proprio stati progettati per non essere a misura di bambino. Gli ingressi sulle strisce pedonali non sono a raso della strada ma occorre fare un salto. Manca proprio l’impianto di base, non è soltanto una questione di cattiva o assente manutenzione. Questo vuol dire che chi progetta la città di Viterbo non ha in mente che i nostri marciapiedi possano essere utilizzati da genitori con i bambini nel passeggino o nella carrozzina. E quello che diciamo per i più piccoli vale, vergognosamente e in maniera ancora più grave, per i disabili motori.
Viterbo è una città nemica dei bambini perché non ha un baby pit stop. Si racconta come città turistica ma se viene un turista da fuori non ha un luogo per allattare il proprio bebè, né dove cambiargli il pannolino. C’era una volta, per poco tempo alla Pensilina del Sacrario. Poi tutto è finito.
Il capoluogo della Tuscia è nemico dei bambini perché Prato Giardino è abbandonato e mette tristezza. L’unico punto di luce è rappresentato dall’iniziativa privata della famiglia che gestisce l’area giochi. Se la gente ci va ancora è per loro e per quello che, nonostante tutto, riescono a fare. I giardinetti in altri punti della città sono in uno stato imbarazzante e non ha una minima idea di cosa sia un’area per i bambini. Manca una cultura di attenzione vera. Tutto è posticcio, finto. Quello che esiste è messo lì perché c’è sempre stato. Caro sindaco Arena questo è un problema grosso che hai, in quanto primo cittadino. Ho deciso di scriverlo chiaramente nella speranza che tu possa prendere consapevolezza. Perché una città nemica dei bambini nell’impianto e nella sostanza è una grossa oscenità che va rimossa senza esitazione.


















