Viterbo e terrorismo: le indagini preoccupano
Foto carcere Mammagialla
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Se lo domandano alcuni quotidiani nazionali in seguito all’attentato di Barcellona eseguito da un gruppo di estremisti islamici i cui collegamenti, tramite uno dei terroristi, portano nella Città dei Papi.

Viterbo e terrorismo islamico: lo spauracchio a pochi giorni da Santa Rosa. Notizia fondata o eccesso di zelo? In seguito ad alcuni articoli di quotidiani nazionali scritti in seguito all’attentato di Barcellona eseguito da un gruppo di estremisti islamici i cui collegamenti, tramite uno dei terroristi, portano nella Città dei Papi, la preoccupazione cresce, anche se di riscontri reali ancora non se ne parla.

Secondo quanto riportato da alcuni giornali la preoccupazione degli inquirenti, ed in particolare del pubblico ministero romano Tiziana Cugini, sarebbe quella della presenza di alcuni terroristi a Viterbo. Il legame tra una viterbese e uno dei 4 è infatti ormai cosa nota, ma alcuni passaggi non risulterebbero chiari.

Il Giornale cita alcuni fatti, tra cui un paio di espulsioni di estremisti che si trovavano a Viterbo e l’arresto di un affiliato all’organizzazione terroristica Ansar Al- Sharia transitato in passato per la Casa circondariale di Viterbo. E proprio il carcere di Viterbo sarebbe posto sotto attenzione da chi indaga perché sarebbe considerato un luogo di proselitismo, anche le persone coinvolte nelle indagini negli anni passati non sarebbero mai arrivate a processo. Per questo la lettura è da alcuni considerata superficiale e utile solo ad incrementare la paura nei cittadini.

In questo clima Viterbo si prepara alla giornata più importante dell’anno, la festa di Santa Rosa, già blindata lo scorso anno. Già durante le cene in piazza dei Facchini i controlli sono stati intensificati e si attendono misure extra in vista del prossimo 3 settembre.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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