"Viterbo è nel degrado. I partiti hanno completamente fallito"
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Chiara Frontini di Viterbo 2020 cerca di tracciare una linea con le vecchie amministrazioni del passato: "Ripartiamo dai cittadini attivi e impegnati"

“Guardiamoci intorno, onestamente: Viterbo vive una situazione di degrado”. Sono le parole sconfortate di Chiara Frontini di Viterbo 2020. “Lo stato pietoso un cui versano le nostre piazze, le nostre vie, i nostri quartieri, i nostri centri storici ne sono viva e triste testimonianza quotidiana”.

“Per contrastare questa decadenza – continua la consigliera comunale – vedo una sola soluzione: pensionare una classe politica che ha prodotto clientela, impedendo lo sviluppo economico e sociale di Viterbo. E da qui ripartire. Sia chiaro, tutto questo non è la sola conseguenza di 3 anni di Michelini (che pur c’ha messo ben del suo per peggiorare la situazione!), bensì è la fotografia della classe politica inadeguata e marchettona che ha governato Viterbo negli ultimi 30 anni”.

“Intendiamoci: non vogliamo fare di tutta l’erba un fascio, né sarebbe giusto. Bravi amministratori ci sono stati, ma sono stati espulsi o messi in condizione di ‘non-fare’ da quegli stessi esponenti politici che manovrano Viterbo da decenni e che ancora oggi occupano varie poltrone, tra prima e seconde file. Chiediamoci perché, nella quasi totalità dei comuni italiani, quei provvedimenti importanti e strategici che avrebbero permesso lo sviluppo termale, turistico e la riqualificazione dei centri storici sono stati realizzati, decenni fa, quando per gli enti locali era molto più facile spendere e realizzare infrastrutture”.

“A Viterbo no. Perché? Perché – spiega – si è preferito costruire nuovi quartieri, cementificando e svuotando il centro storico di abitanti; si è preferito favorire i monopoli, sprecando patrimoni di risorse naturali; si è preferito scegliere la strada più facile. Ma nulla è perduto, dobbiamo crederci. Viterbo ha bisogno di cittadini che con amore e dedizione, competenze e professionalità, vogliano mettersi in gioco, unendosi a noi, per far splendere finalmente la nostra Viterbo. Ripartiamo da noi, cittadini attivi ed impegnati, perché le deleghe ai partiti hanno fallito”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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