Viterbo è il capoluogo di provincia con meno piste ciclabili d’ Italia
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VITERBO - Secondo l’Istat, tra tutti i capoluoghi di provincia d’Italia, quello della Tuscia è in assoluto il peggiore per disponibilità di piste ciclabili.

VITERBO – La città dei Papi è il capoluogo di provincia con meno piste ciclabili d’Italia

Secondo l’Istat, tra tutti i capoluoghi di provincia d’Italia, quello della Tuscia è in assoluto il peggiore per disponibilità di piste ciclabili.

I dati, pubblicati nel giugno del 2018 e afferenti al 2016, dicono che Viterbo conta appena 800 metri di percorsi riservati agli amanti del pedale.

Il confronto con le altre città capoluogo del Lazio è impietoso. Esclusa Roma, chiaramente fuori categoria per le sue dimensioni, la più vicina ai numeri viterbesi è Frosinone, con 8 chilometri, che è comunque dieci volte tanto.

Latina e Rieti, si distinguono in positivo, rispettivamente con 22 e 26 chilometri di piste ciclabili.

Escluso dal conteggio degli 800 metri di piste ciclabili effettuato dall’Istat rimane  il marciapiede di strada Bagni, classificato come pista pedonale.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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