Viterbo dopo il lockdown, Prosperi (Pd): "Una città sporca e senza manutenzione"
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VITERBO - "L’amministrazione comunale non ha utilizzato, come in altre città, il periodo di fermo per permettere una ripartenza immediata dei servizi". Questa la fotografia scattata dalla segretaria del Circolo Unico PD Viterbo Patrizia Prosperi.

VITERBO – Alla riapertura sporche le strade e i marciapiedi della città, assente la manutenzione. Non riprende a Viterbo, dopo lo sblocco, la manutenzione del verde pubblico e la pulizia delle strade.

L’amministrazione comunale non ha utilizzato, come in altre città, il periodo di fermo per permettere una ripartenza immediata dei servizi”. Questa la fotografia scattata dalla segretaria del Circolo Unico PD Viterbo Patrizia Prosperi.

“È ferma l’igiene urbana e è ferma la manutenzione del verde pubblico – continua la segretaria -. Quello che si mostra agli occhi di chi, dopo il lungo periodo di isolamento, ha voluto percorrere le strade della città, è sporcizia ed erba alta e incontrollata, ovunque. Ci si chiede come sia possibile non riuscire a garantire a Viterbo un decoro, come sia possibile non riuscire a garantire gli affidamenti dei servizi in modo celere ed efficace.

Uno spettacolo indecente di degrado e trascuratezza. Nulla di cui abbiamo bisogno; oggi più che mai abbiamo la necessità di ripartire, di ritrovare la nostra città, la sua bellezza, per tutti noi cittadini e per tutti coloro che vorranno visitarla,nei prossimi giorni. Sono quindi urgenti e non rinviabili gli interventi di pulizia delle strade, delle aiuole e dei marciapiedi, di sfalcio e potatura, per rendere il nostro patrimonio più bello e più sicuro.

Una città che accompagni la ripartenza è ciò di cui abbiamo bisogno, che accompagni la volontà e la necessità di ricominciare”.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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