
VITERBO – “Difenderemo sempre la nostra comunità e la nostra terra da ogni tentativo di comprometterne il futuro. Il ricorso che abbiamo presentato per opporci al tentativo di ampliare la discarica di Viterbo messo in atto dalla Regione, a trazione Fratelli d’Italia, ha solide basi legali, ma soprattutto un chiaro significato politico: noi rispondiamo alla città e non accetteremo mai logiche politiche contrarie agli interessi dei viterbesi”. Queste le parole della sindaca Chiara Frontini sull’ampliamento di Monterazzano.
Il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale presentato da Palazzo dei Priori è incentrato su tre punti. Il primo mette in evidenza che l’ampliamento deciso si fonda sulla necessità di mettere le nuove cubature a servizio di tutto il territorio regionale, stimando un tempo di vita del nuovo invaso di soli 7 anni a conferimenti invariati.
Secondo punto: l’ampliamento autorizzato da 550 mila metri cubi per 640 mila tonnellate di rifiuti è a tutti gli effetti un progetto diverso da quello che era stato presentato alla Conferenza dei servizi;
Punto tre: si disconoscono completamente le previsioni del piano regionale dei rifiuti e all’autonomia degli ambiti territoriali, considerando che il nostro è virtuoso perché prevede la chiusura del ciclo dei rifiuti.
“Di fatto, la Regione smentisce i propri stessi atti di programmazione e condanna Viterbo ad essere, ancora, la discarica di tutto il Lazio”. Così la sindaca Frontini.


















