Viterbo discarica del Lazio, Frontini: "Rispondiamo alla città e non accetteremo mai logiche politiche contrarie agli interessi dei viterbesi"
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VITERBO - "Di fatto, la Regione smentisce i propri stessi atti di programmazione e condanna Viterbo ad essere, ancora, la discarica di tutto il Lazio". Così la sindaca Frontini.

VITERBO – “Difenderemo sempre la nostra comunità e la nostra terra da ogni tentativo di comprometterne il futuro. Il ricorso che abbiamo presentato per opporci al tentativo di ampliare la discarica di Viterbo messo in atto dalla Regione, a trazione Fratelli d’Italia, ha solide basi legali, ma soprattutto un chiaro significato politico: noi rispondiamo alla città e non accetteremo mai logiche politiche contrarie agli interessi dei viterbesi”. Queste le parole della sindaca Chiara Frontini sull’ampliamento di Monterazzano.

Il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale presentato da Palazzo dei Priori è incentrato su tre punti. Il primo mette in evidenza che l’ampliamento deciso si fonda sulla necessità di mettere le nuove cubature a servizio di tutto il territorio regionale, stimando un tempo di vita del nuovo invaso di soli 7 anni a conferimenti invariati.

Secondo punto: l’ampliamento autorizzato da 550 mila metri cubi per 640 mila tonnellate di rifiuti è a tutti gli effetti un progetto diverso da quello che era stato presentato alla Conferenza dei servizi;

Punto tre: si disconoscono completamente le previsioni del piano regionale dei rifiuti e all’autonomia degli ambiti territoriali, considerando che il nostro è virtuoso perché prevede la chiusura del ciclo dei rifiuti.

“Di fatto, la Regione smentisce i propri stessi atti di programmazione e condanna Viterbo ad essere, ancora, la discarica di tutto il Lazio”. Così la sindaca Frontini.

 

 

 

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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