
Viterbo Civica in stallo, il coordinatore del movimento civico Lucio Matteucci apre una fase di riflessione. Ne dà l’annuncio con un post sulla bacheca facebook del gruppo: ”Viterbo Civica si prende una pausa di riflessione nei confronti di chi ride di noi, di chi ci vuole denunciare, di chi vuole esserne capo solo con la prepotenza, di chi non vede l’ora di leggerci e fare da spettatore. Nei confronti di chi ci vuole morti perché diamo fastidio. Chi vuole darmi una mano si facesse avanti, altrimenti avranno queste persone la loro soddisfazione”.
Tutto è nato nell’agosto 2013 e in due anni sotto il marchio Viterbo Civica sono state realizzate circa 200 azioni sulla città: pulizia di fontane, fontanili, tagli d’erba, raccolta rifiuti abbandonati, scuole imbiancate perché rovinate dai vandali e tanto altro. La pratica dell’esempio come bussola, nella convinzione che il buon esempio possa essere contagioso. E in effetti il movimento si è ingrandito, diversi cittadini si sono attivati. Qualcuno in maniera stabile, altri a fasi alterne.
Ma Matteucci è stanco delle continue pressioni e del peso che ha assunto una realtà che ha saputo conquistare nella realtà viterbese una propria dimensione. “Ho voluto lanciare un segnale ai viterbesi. Viterbo Civica non è una cosa mia o dei fondatori. E’ qualcosa di tutti e abbiamo bisogno di energie per poter fare sempre meglio”, così commenta questo momento di maretta.
“Dobbiamo smetterla di lamentarci soltanto e di rimanere a guardare. Questa città non ha bisogno dei leoni da tastiera su facebook, ha bisogno di leoni veri. Pronti a battersi per il bene comune”, continua.
La stanchezza si inizia a far sentire e Matteucci lancia un messaggio di aiuto. Credere che Viterbo Civica possa disperdersi così sarebbe ingenuo e per certi versi anche dannoso. Si tratta infatti di uno spazio di confronto, di scambio, di società civile. E il gruppo facebook, che Matteucci ha trasformato in queste ore da aperto in privato, è diventato uno dei termometri per misurare la temperatura della città. Non resta che attendere per capire l’evolversi della situazione.


















