Viterbo Civica a Scorsi: "Prima di pretendere rispetto, impari a rispettare i cittadini"
matteucci
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Vorremmo infine suggerire al consigliere Scorsi, che prima di pretendere rispetto, dovrebbe egli stesso imparare a rispettare i cittadini che rappresenta, la sua frase: “Il sentimento dei cittadini, che in buona fede hanno firmato, va rispettato”, sottintende che le 3462 persone che hanno firmato (anche negli uffici comunali) non sono altro che degli ingenui e sprovveduti sempliciotti.

Scorsi chiede dialogo e un clima sereno, mentre Viterbo Civica torna all’attacco. Il consigliere comunale del Partito Demcoratico aveva parlato a Sbottonati e commentato il clima in aula negli ultimi appuntamento di Consiglio e Commissione chiedendo rispetto per le istituzioni.

“Il consigliere Scorsi non si dovrebbe meravigliare se i cittadini hanno rumoreggiato in sala – scrive Viterbo Civica – e neppure dovrebbe cadere dal pero nel rendersi, improvvisamente, conto che l’indignazione popolare non rispetta più le sedi istituzionali. Quello che è successo non è altro che la conseguenza naturale dell’assoluta mancanza di rispetto che le istituzioni hanno avuto nei confronti di 3462 persone.

L’atteggiamento degli amministratori ha messo prepotentemente in luce tre fattori:
Il Risultato ottenuto. L’opinione di 3462 cittadini per l’amministrazione comunale di Viterbo non conta nulla; Il tempo. La richiesta è stata bocciata a poche ore dalla scadenza del termine. Eppure le firme sono state depositate il 19 ottobre, c’era tutto il tempo utile per discutere della questione, perché ridursi all’ultimo momento? Forse perché a nessuno interessava il volere popolare di 3462 cittadini?; Il modo. La proposta è stata respinta per un cavillo burocratico. Siamo in attesa di vedere il documento ufficiale in cui venga attestato che per raccogliere firme serva un notaio al seguito, ma siamo anche in attesa della giustificazione che troveranno per spiegare come mai inizialmente il Comune avesse dato l’avallo, poiché si poteva firmare anche negli uffici comunali.

Vorremo inoltre che ci fosse spiegato perché solo dopo la dichiarazione su un social network di un rappresentante comunale, il quale ha dichiarato pubblicamente che avrebbe fatto di tutto per impedire che il comune non buttasse dalla finestra i soldi per il referendum, hanno tirato fuori dal cappello a cilindro la giustificazione che le firme raccolte non avevano valore legale?

Vorremmo infine suggerire al consigliere Scorsi, che prima di pretendere rispetto, dovrebbe egli stesso imparare a rispettare i cittadini che rappresenta, la sua frase: “Il sentimento dei cittadini, che in buona fede hanno firmato, va rispettato”, sottintende che le 3462 persone che hanno firmato (anche negli uffici comunali) non sono altro che degli ingenui e sprovveduti sempliciotti”.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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