
STATI UNITI – Viterbo città turistica? Lo era già negli anni Cinquanta. O almeno così l’aveva percepita Constantin Alajalov, tanto da dedicare alla “città dei papi” una copertina su The Saturday Evening Post in data 2 di agosto 1958.
Sorprendente il modo in cui ridisegnò via San Pellegrino, espressamente indicata con una targa sul muro di un immaginario ‘Grand Hotel Viterbo’. E questa copertina raccontò a tantissime famiglie americane del capoluogo della Tuscia.
Il Saturday Evening Post è una rivista americana pubblicata sei volte l’anno. Fu pubblicata settimanalmente dal 1897 al 1963, e poi a settimane alterne fino al 1969. Dagli anni ’20 agli anni ’60, fu una delle riviste più diffuse e influenti tra la classe media americana, con narrativa, saggistica, fumetti e articoli che raggiungevano due milioni di case ogni settimana.
Alajalov vendette la sua prima copertina alla rivista The New Yorker nel 1926 e continuò a dipingere una lunga e vivace serie di vignette satiriche sulla vita americana sia per il New Yorker che per il Saturday Evening Post fino al 1962.
In “Coed Tourists in Italy” – la copertina di cui stiamo parlando – Alajálov ritrae l’età d’oro dei viaggi, un periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale in cui un dollaro statunitense forte e i progressi nei trasporti resero il turismo europeo una tendenza crescente tra gli americani. Con umorismo e calore, illustra giovani donne americane indipendenti che cercano di infilare i loro numerosi acquisti in una classica roadster, sotto gli occhi di un villaggio. Questa copertina del Saturday Evening Post offre uno sguardo affascinante non solo su come gli americani vedevano se stessi, ma anche su come venivano percepiti dal mondo.



















