
VITERBO – Chi non pensa non fa e a volte pensare non basta a fare. Andiamo dritti a Cartesio: “cogito ergo sum”. Ed è forse questo il grande incantesimo nero che tiene bloccato il capoluogo della Tuscia sul fronte dello sviluppo turistico.
Pensare di essere città turistica per esserlo, questo l’inganno andato avanti per decenni e che rischia di legare ancora le mani e il futuro di un luogo che delle chance di crescita di fatto le avrebbe. La domanda da farsi è: chi pensa all’identità della città di Viterbo? Chi lavora alla costruzione – passo passo – di questa? Chi realizza un’analisi della situazione sui punti di forza e debolezza? Chi sta agendo come manager? E chi come comunicatore? E chi ha elaborato una strategia?
Passando al setaccio, a maglie larghissime, quanto esiste Viterbo sembra essere la città dei mille siti web di promozione, sempre rinnovati e riaggiornati ma senza un lavoro a monte che darebbe davvero senso all’azione. La città dei mille siti sulla Macchina di Santa Rosa. Della gestione social “tarantolata”, che insegue vanity metrix (hai visto quanti turchi sono diventati nostri follower? Wow) e del tanto parlare su quanto sia forte a suon “di arte e cultura”.
Di chiacchiere ne potranno passare a fiumi sotto i ponti ma senza un cambio di approccio sarà impossibile, salvo affidarsi alla magia e trovare sul mercato un mago a prezzi stracciati (perché l’etica del risparmio sulle azioni sensate è sempre inversamente proporzionale a quella dello spreco sull’inutile, alchimia che riesce sempre bene quando sul tavolo c’è la politica), iniziare un vero cammino verso la realizzazione della Viterbo città turistica.
L’obiettivo è raggiungibile solo in un modo: lavorando. Ma non basta pagare qualche stipendio, qualche azione di ristrutturazione dell’immagine. No, bisogna andare oltre ed essere seri davvero. Serve “il cervello”, da intendere come luogo fatto di professionisti chiamati a pensarlo lo sviluppo turistico tanto sbandierato. Servono “le gambe”, lavoratori validi capaci di scaricare a terra le azioni.
E forse non è neanche tanto il caso di utilizzare il metodo della mosca nel barattolo e affidarsi ora quello studio che magari fa l’immagine coordinata, poi all’altro che si occupa di un paio di social, dopo ancora a un terzo professionista che magari ti organizza la presenza a “qualche” fiera.
Servirebbe una struttura stabile, capace di affrontare un lavoro su lungo periodo. Magari guardarsi intorno e capire come hanno o stanno affrontando altre realtà, sul piano strutturale, la questione dello sviluppo turistico potrebbe fornire buoni spunti e permettere anche a Viterbo di giocare la sua partita.
Senza fare questo a monte puoi anche inseguire il Giubileo del 2025, la Capitale Europea della Cultura, il centro dell’Impero del Tiro a piattello e altre mirabolanti imprese. Rimarrà sempre un agire per occasioni, un po’ come quelli che invece di preoccuparsi di consolidare il proprio reddito passano giornate a vedere in quale supermercato trovi il Dash a dieci centesimi in meno. Vero hai guadagnato qualcosina ma puoi dire davvero di stare meglio? Puoi ritenere di esserti dato una strategia per migliorare il tuo status?


















