Viterbo città turistica? L’utilizzo dell’arte contemporanea e la lezione di Spoleto e Foligno
Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - Viste da qui le città "minori" umbre sembrano Londra.

VITERBO – Che la candidatura di Viterbo a Capitale Europea della Cultura serva almeno ad aprire, per la prima volta nella sua storia, un ragionamento vero sulla città e aiuti a comprendere le potenzialità che l’arte e la cultura possono liberare alla causa della città turistica.

Se c’è un elemento che manca completamente al capoluogo della Tuscia è l’arte contemporanea. Basta farsi un giro nelle vicine città umbre “minori” come Foligno e Spoleto per averne chiara la percezione. Negli anni c’è chi ha tentato di sensibilizzare sull’argomento. Pensiamo a Cantieri d’Arte di Arci, con il lavoro portato avanti a ogni edizione, ma anche a Quartieri dell’Arte che oltre al teatro ha realizzato performance artistiche. L’unico intervento di arte contemporanea presente in città è a oggi quello di via Pietra di Pesce, realizzato proprio una decina d’anni fa in occasione del festival diretto da Gianmaria Cervo. Si tratta di Marte (Gaza), un’installazione pittorica site specific realizzata dall’artista romano Mauro Magni.

Ma che il tema non solo fosse ignorato ma addirittura proprio non compreso ce lo testimonia l’esperienza di ‘Adieu’ agli Alemanni. Pochi viterbesi sanno che l’ex chiesa fu oggetto di una serie di interventi di artisti di primissimo livello mondiale come Sol LeWitt e Daniel Buren sulla fine degli anni Novanta. Poi chi amministrava la città all’epoca decise di distruggere quelle opere donate da questi grandi artisti.

Pensare che nella vicina Spoleto Sol LeWitt ha realizzato un’opera simile a quella che aveva regalato a Viterbo ed è diventata il cuore del museo d’arte contemporanea di Palazzo Collicola. Ogni giorno, soprattutto nei fine settimana, molti appassionati d’arte arrivano a Spoleto prima per vedere la stanza a bande colorate di Sol LeWitt e poi per mangiare il prosciutto di Norcia. Incredibile ma vero.

Proprio da quella ferita inferta alla città con la distruzione di quel primo intervento di arte contemporanea, dal valore di qualche milione di euro, bisognerebbe fare ripartire un ragionamento serio sull’arte contemporanea a Viterbo. Qualcosa, negli anni, hanno cercato di fare alcune gallerie: dalla storica Miralli ad altre più recenti.

La verità è che tutto quello che è nato non è mai stato sostenuto, come accade in altri luoghi, dalle casse comunali e che Palazzo dei Priori non ha mai riflettuto sull’importanza dell’arte come strumento per la crescita del territorio. Piuttosto è intervenuto in maniera degna dei talebani quando “il mercato” ha portato qualcosa in città. Come appunto sulla vicenda Almadiani, dove al posto dei cannoni usati contro i Buddha afghani si è andati giù a colpi di pennello.

Il risultato di questa mancanza di consapevolezza? Che mentre le umbre Spoleto e Foligno, ma anche tante della Toscana, hanno “utilizzato” l’arte contemporanea per migliorare la loro attrattività Viterbo è rimasta al palo. L’arte contemporanea è stata nel tempo utilizzata per segnare anche la toponomastica e fornire punti di orientamento bene evidenti nella scoperta dei centri storici e in alcuni casi anche delle periferie. E’ diventata uno strumento di incontro e confronto, di attivazione di dialogo.

Oltre a questo livello “monumentale” sarebbero opportuni investimenti a sostegno di spazi espositivi e di incontro per gli artisti. La tanta volumetria pubblica che Palazzo dei Priori sta recuperando al degrado grazie ai progetti sui fondi PNRR, che obiettivamente è destinata a cambiare il volto della città, potrebbe almeno in parte essere impiegata come leva pubblica per incentivare un discorso sull’arte contemporanea locale.

Spulciando i bilanci di Palazzo dei Priori degli ultimi cinquanta anni non sarà difficile riscontrare che è stato investito zero in un linguaggio fondamentale, anche per contrastare il degrado e aumentare la bellezza, quale è l’arte contemporanea. Zero in opere, zero in spazi espositivi, zero nel sostegno e stimolo dell’attività artistica sul territorio. Eppure qualcuno che aveva idea dell’importanza c’è stato, la ferita degli Almadiani (che a ben guardare sarebbe anche un bel danno erariale) dimostra però il livello di ignoranza della classe politica locale che sarebbe il caso di superare per segnare un nuovo periodo.

Viste da qui le città “minori” umbre sembrano Londra. E così se di Spoleto abbiamo già detto, vogliamo anche dire di Foligno. Del suo museo di arte contemporanea, il Ciak, e dell’arte di De Dominicis che sa richiamare curiosi e appassionati. 

Foto Fisioterapy Center

lafune_800 x 120
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
domenicale post
POST FB 01
Foto Fisioterapy Center
Masicar300x300-optimize
TdP_Inalazioni
Jeep_Compass_apex_300x300_200
monastero interno
aiac_banner_01
Onda
lafune_300 x 600
asvis 2
Fune 300x300