
VITERBO – Quando si parla di turismo l’unica cosa che conta, al di là delle chiacchiere, sono i numeri. Il 2023 ha visto il capoluogo della Tuscia chiudere con un incasso da tassa di soggiorno, unico misuratore reale a disposizione, di circa mezzo milione di euro (superati i 250mila pernottamenti). Bisognerà attendere la fine del 2024 per capire come si è mossa la curva: stabile? In flessione? In aumento?
Una cosa è importante: non essere tentati da giudizi sommari (e non veritieri) sull’onda della percezione più o meno manipolata. In questi giorni tutti hanno letto di “lamentele” per un’assenza di turisti in città. Il fatto è oggettivo e riscontrabile ma se non si opera una contestualizzazione e si vogliono tirare somme approssimative e parziali si potrebbe arrivare a sentenze non veritiere sulla “morte turistica” di Viterbo.
Agosto e i mesi caldi dell’estate in generale sono da sempre stati per il capoluogo poco premianti dal punto di vista dei flussi. La città si svuota, soprattutto in agosto, e molte attività tipo bar e ristoranti giocano anche la carta della chiusura estiva. Effettivamente Viterbo non è una meta turistica di primo livello per questa stagione come le “sempre verdi” grandi città d’arte o quelle baciate dal mare (vero grande attrattore del momento). Se pensiamo che anche l’indiscutibilmente turistica Civita di Bagnoregio non ha il picco in questo periodo dell’anno potremmo concludere che l’estate non è il top per il turismo in terra di Tuscia.
I dati totali del 2023 ci raccontano di un incremento di turisti del 15,8% rispetto al 2022. Il raffronto con il 2019 (pre pandemia) dicono un +23,1%. Gli incassi della tassa di soggiorno dei primi sei mesi del 2024 confermano un andamento simile a quello del 2023, quindi ci sono ragionevoli motivi per essere ottimisti. Ma ripetiamo: a fine anno potremo capire davvero se sul piano turistico dei numeri le cose sono andate meglio o no. Attualmente sono possibili solo chiacchiere, più o meno strumentali.
Ci sono diversi elementi che fanno ben sperare. In primis la crescita dei pellegrini sulla Francigena e la nascita di diversi cammini su tutta la provincia che hanno acceso l’interesse per il Viterbese (e quindi sul capoluogo) da parte di quel mercato turistico fatto da bikers e camminatori. Questo, a fine anno, dovrebbe trovare riscontro positivo nei numeri.
Il buonissimo andamento di presenze 2024 nel periodo primaverile e dei ponti del 25 aprile, primo maggio, due giugno dovrebbe avere il suo impatto sui numeri finali. C’è ottimismo anche sull’autunno, da Santa Rosa in poi, perché negli ultimi anni si è visto che Viterbo attrae in questo periodo dell’anno.
Qualche risultato in più rispetto al 2023 dovrebbe arrivare anche dalle partecipazioni promozionali al Salone Svizzero del Turismo di Lugano, progetto 10 Comuni per la promozione in Francia, BIT 2024, Evento ENIT su rete Luoghi Medievali (di cui Viterbo è comune capofila), Salone del Turismo IDWeek di Nizza.
A fare ben sperare per il futuro c’è poi il lavoro che Palazzo dei Priori ha messo in cantiere per la riqualificazione del centro storico con fondi PNRR e Fesr. Questi denari sono stati scaricati a terra per costruire la città turistica: ex casa di Alfio a Faul e Lazzaretto come nuovi punti informazione, trasformazione in attrattore della Pensilina del Sacrario, realizzazione di bagni pubblici a Valle Faul, riqualificazione di Almadiani, Zaffera, Sant’Orsola, Fortezze, Sallupara, e dell’intera cerchia delle mura cittadine. Altri investimenti hanno reso possibile riqualificare piazza del Comune (gli edifici e la piazza che sarà ultimata prima di Natale) e l’ammodernamento del parcheggio del Sacrario. Migliorare il centro significa sicuramente investire sull’immagine della città e sul portato turistico.
La crescita della città è resa evidente dall’aumento delle strutture ricettive e quindi dall’azione di singoli imprenditori pronti a scommettere su una crescita turistica, assumendosi i costi di eventuali errori di valutazione. E sempre l’aumento di turisti ha spinto altri imprenditori a investire in nuove attività commerciali nel centro storico: riapertura di Schenardi, rinascita di via Saffi, aumento del numero di ristoranti e della qualità dell’offerta.
I numeri alla fine dell’anno diranno la verità. Tra pochi mesi sapremo se è corretta la visione catastrofista o quella di chi ha investito e sta investendo scommettendo anche sulla città turistica. Ovviamente anche i catastrofisti dovrebbe sperare di sbagliare e fare il tifo per Viterbo, o forse no perché avere ragione potrebbe essere per loro la vera soddisfazione.


















