Viterbo "città mutilata dalla guerra". Oggi il ricordo (Guarda il video dei testimoni)
Viterbo bombardata
800 Monastero
Il giorno più tragico della seconda guerra mondiale. 71 anni fa la città di Viterbo venne sepolta sotto a 90 tonnellate di bombe. Oggi il ricordo.

71 anni fa, ore 13,15, la sirena che mette in guarda dell’arrivo inizia a suonare. Bombe e bombe, fino a contarne 90 tonnellate. Il giorno di guerra più tragico per Viterbo. 100 i morti che si contano, diverse centinaia sono i feriti e tanti gli edifici ridotti a macerie.

Oggi il capoluogo della Tuscia ricorda quelle ore, quei momenti, quelle persone e perfino quello bombe portate sulla città da cinquanta quadrimotori americani Liberator.

https://www.youtube.com/watch?v=AGHuOBufYzU

Come tutti gli anni, questa mattina alle 10,30 è prevista presso la basilica di San Francesco la celebrazione eucaristica officiata dal vescovo Lino Fumagalli.

Seguirà (all’interno della basilica) l’inaugurazione della mostra fotografica ‘Viterbo Bombardata’, che resterà visitabile fino al prossimo 25 gennaio. Successivamente si procederà alla deposizione di due corone, prima al monumento a piazza San Francesco e poi al cippo di piazzale Gramsci. Una terza corona verrà deposta al monumento dei Caduti.

Alle 13 ci si trasferirà in via San Lorenzo, all’inizio del ponte del Duomo (adiacenze Palazzo del Drago), dove verrà scoperta una lapide che il sindaco Michelini, a nome della città, ha fatto collocare per ricordare il luogo in cui, durante la seconda guerra mondiale, hanno trovato rifugio numerosi sfollati provenienti da altre città, tra cui Cassino.

Persone che tragicamente trovarono la morte durante i bombardamenti di Viterbo e che si vanno ad aggiungere alle oltre mille vittime civili viterbesi.

Circa 800 furono le incursioni aree degli alleati su Viterbo, la città italiana più bombardata dopo Cassino. L’80% del centro storico venne ridotto a macerie e affidato alle braccia della popolazione piegata che riuscì a ricostruire tutto. Tanto che nel 1959 le venne riconosciuto il titolo di “città mutilata dalla guerra”.

 

Un bombardamento del 1944 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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