Viterbo città delle (ex) belle fontane. Il caso
fontana di piano 01
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Tra acqua che fuoriesce dalle vasche e inonda la strada e pozze di melma la fontana di Piano è ridotta a un disastro. Eppure in campagna elettorale Michelini aveva annunciato grande attenzione per questi monumenti cittadini. Promesse elettorali? Pare proprio di sì.

E’ tra i monumenti più conosciuti della Città. La sua costruzione risale al Medioevo, quando era nota come Fontana di San Pietro alla Rocca. Nel corso di un restauro, nel Quattrocento, fu aggiunta una nuova vasca, lunga sette piedi. Nel Cinquecento, la primitiva fontana fu sostituita con una nuova costruzione, disegnata dal Vignola. La struttura ottagonale dell’opera è arricchita da una gradinata che conduce a una vasca, anch’essa ottagonale, sormontata da due vasche concentriche; sulla sommità della fonte è collocato il giglio dei Farnese.

E’ una delle fontane più belle di Viterbo, la città delle “belle fontane”. Di certo lo rimane sulla carta e non certo in realtà. La situazione infatti è imbarazzante e lo testimoniano questi scatti, ma invitiamo i cittadini a toccare con mano.

Tra acqua che fuoriesce dalle vasche e inonda la strada e pozze di melma la fontana di Piano è ridotta a un disastro. Eppure il sindaco Leoanardo Michelini, quando era un semplice candidato alla carica di primo cittadino aveva messo l’attenzione per questi monumenti di Viterbo al centro della propria agenda politica. Era solo roba da campagna elettorale? A quanto pare sì.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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