Viterbo, città delle belle fontane (forse) e dei televisori
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Una volta il capoluogo della Tuscia era noto per le belle donne e le belle fontane. Oggi un altro simbolo sembra caratterizzare Viterbo: i televisori.

Una volta il capoluogo della Tuscia era noto per le belle donne e le belle fontane. Oggi un altro simbolo sembra caratterizzare Viterbo: i televisori. 

E’ possibile trovarli nei punti più disparati della città. Oggi proponiamo tre scatti che testimoniano “la svolta” d’immagine che il centro della Tuscia, quello che dovrebbe funzionare da traino per l’intera provincia, ha conquistato sul campo. Un televisore appena fuori Porta San Pietro, tra Porta Salicicchia e Porta del Carmine. Ha fatto bella mostra di sé per tante ore, così da poter essere notato da cittadini e turisti. Un altro, davvero un pezzo unico, ha dato il benvenuto a quanti si sono trovati a transitare sulla Tuscanese. Collocato esattamente ai piedi del “mostro in cemento”. Altro esempio di grande bellezza.

Il terzo invece è stato posizionato a decorare una via periferica, perché è importante curare il centro storico e le aree limitrofe ma anche le zone più periferiche hanno bisogno di abbellimenti. Deve aver pensato questo chi lo ha piazzato su Strada Montigliano. 

Così Viterbo ha una nuova attrazione di cui farsi vanto: città delle belle fontane (forse) e dei televisori. Non venissero a dire che non è in atto un lavoro di valorizzazione del territorio. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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