Viterbo città dei Festival, Ricci: "Occorre arrivare preparati alla ripresa del turismo ma nostre proposte resteranno lettera morta"
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VITERBO - Nel dibattito si inserisce Alvaro Ricci (Pd), tra i firmatari della proposta avanzata dalle opposizioni e messa sulla scrivania del sindaco Giovanni Arena.

VITERBO – Che fine faranno i festival del capoluogo? Questa è la domanda che con La Fune intendiamo mettere al centro in questi giorni in cui si apre la fase della progettazione del post fase uno. Nel dibattito si inserisce Alvaro Ricci (Pd), tra i firmatari della proposta avanzata dalle opposizioni e messa sulla scrivania del sindaco Giovanni Arena.

Vorrebbe vedere una luce in fondo al tunnel Ricci, ma si augura vivamente che non sia quella di un treno. “Penso che quanto abbiamo indicato sia destinato a restare lettera morta – è sconfortato il consigliere -. Un’azione mancata che si va a sommare ad altri gravissimi e incomprensibili ritardi che l’amministrazione Arena sta collezionando nel completare qual tanto o poco di buono che avevamo avviato con Michelini. Dal Museo su Sebastiano del Piombo al parcheggio fuori Valle Faul, passando per l’area camper. Per non parlare del respingimento di un mio emendamento, con tutti i pareri favorevoli di legittimità tecnica e contabile sulle risorse, da destinare al completamento della ristrutturazione dei portici di Palazzo dei Priori per aprire lì un Museo Multimediale della Macchina di Santa Rosa”.

Per Ricci lo scenario è desolante perché a una situazione già di suo difficile si sommerebbe un immobilismo che fa riflettere: “Bisogna assolutamente arrivare preparati alla ripresa del turismo, offrendo una città interessante e accogliente. Altrimenti questa città non la riprendiamo più”. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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