Viterbo, città contro la violenza di genere. L'idea di una cartellonistica mirata
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Cartelloni per indicare una posizione della città di Viterbo a condanna della violenza di genere e delle violenze in generale. Questa la proposta di Daniela Bizzarri su cui si dovrà esprimere il consiglio comunale.

“Viterbo, città contro la violenza di genere” e “Viterbo, città contro la violenza”, con molta probabilità vedremo presto dei cartelli con sopra questo tipo di scritte agli ingressi del capoluogo della Tuscia.

L’idea è del consigliere alle Pari Oportunità Daniela Bizzarri, che ha inserito nei lavori del consiglio comunale una proposta per l’istallazione di questo tipo di cartellonistica. Un modo per dare un messaggio forte sull’intero territorio e per posizionare in maniera netta il Comune di Viterbo in prima fila per la lotta alla violenza di genere e alle violenze in generale. 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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