
La città dei Papi citata in un passaggio del celebre ‘Gomorra’ di Roberto Saviano. Per chi ha letto il libro non certo una notizia ma quanti l’hanno veramente letto? Se hai aperto questo articolo sei quasi certamente tra quelli che non l’hanno mai sfogliato ma magari conoscono il giornalista per la sua fama televisiva o anche perché una volta è venuto a Viterbo. Era l’anno 2010, all’apertura di Caffeina in piazza del Comune. O magari avete visto il film che da questo viaggio nell’impero economico della camorra ci ha tirato fuori Matteo Garrone.
Saviano vive sotto scorta da dopo la pubblicazione di ‘Gomorra’ ed è diventato un simbolo della lotta alle mafie. Arriviamo al sodo? Volete sapere come salta fuori il nome della città dei Papi tra le righe di questo best seller? Siamo nel primo capitolo, intitolato ‘Il Porto’. Si parla di quello di Napoli, naturalmente, e dei container con doppia numerazione, di quelli con dentro i cadaveri dei cinesi (sì avete letto bene, avete mai visto un cinese morire in Italia?) e di merce. Una marea di roba delle marche più celebri che entra sul mercato italiano attraverso canali non regolari, non puliti.
Il personaggio che Saviano racconta è il cinese Xian che controlla delle scarpe da ginnastica di marca, scaricate in mare aperto per eludere i controlli. “Una parte della merce – scrive Saviano – poteva così essere immessa sena la zavorra delle tasse, i grossisti le avrebbero prese senza le spese doganali. La concorrenza si vinceva sugli sconti. Stessa qualità di merce, ma quattro, sei, dieci per cento di sconto. Percentuali che nessun agente commerciale avrebbe potuto proporre e le percentuali di sconto fanno crescere o morire un negozio, permettono di aprire centri commerciali, di avere entrate sicure e con le entrate sicure le fideiussioni bancarie. I prezzi devono abbassarsi. Tutto deve arrivare, muoversi velocemente, di nascosto. Schiacciarsi sempre di più nella dimensione della vendita e dell’acquisto. Un ossigeno inaspettato per i commercianti italiani ed europei. Questo ossigeno entrava dal porto di Napoli”.
A questo punto ci siamo. Siete entrati nell’atmosfera. Sta per entrare in ballo la città dei papi.
“Stipammo tutti i pacchi in diversi furgoni – continua Gomorra -. Arrivarono anche gli altri scafi. I furgoni andavano verso Roma, Viterbo, Latina, Formia”.
Ecco citato il capoluogo della Tuscia dentro Gomorra.


















