Viterbo chiede 4 milioni a Talete che così rischia il fallimento

Il paradosso è che il Comune è anche il maggior azionista della società e così fa causa a se stesso. Parlato é ottimista e sembra che non ci dovrebbero essere problemi, anche perché la volontà di trovare una soluzione ragionevole sembra essere di entrambe le parti in campo.
Il Comune chiede 4 milioni a Talete che così rischia il fallimento. Intanto si tratta per rateizzare il debito. A darne notizia è Il Messaggero che riporta le parole del presidente di Talete Spa Salvatore Parlato. “Il comune – dice – ha fatto un decreto ingiuntivo, ora i legali stanno ragionando su un’ipotesi di rateizzazione”.
Il paradosso è che il Comune è anche il maggior azionista della società e così fa causa a se stesso. Parlato é ottimista e sembra che non ci dovrebbero essere problemi, anche perché la volontà di trovare una soluzione ragionevole sembra essere di entrambe le parti in campo.

Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi

















