
VITERBO – Che la convivenza tra cittadini e fauna selvatica stesse degenerando era ormai sotto gli occhi (e sotto casa) di tutti. Ma adesso il Comune di Viterbo ha deciso di passare dalla rassegnazione all’azione, avviando ufficialmente una manifestazione di interesse per individuare operatori economici qualificati nel servizio di cattura e ritiro di cinghiali vivi. Sì, avete letto bene, vivi: il piano non prevede fucili, ma gabbie e un minimo sindacale di civiltà.
La scadenza per proporsi è fissata al 25 giugno, e in palio c’è un appalto dal valore complessivo di oltre 87mila euro per intervenire su circa 150 esemplari. L’obiettivo? Ridurre l’impatto (ormai devastante) degli ungulati nelle aree urbane e periurbane, dove negli ultimi mesi hanno trovato modo di sentirsi a casa, tra secchioni ribaltati, sacchi sventrati e incursioni serali degne di un film distopico.
Il progetto, messo nero su bianco dalla società Kassena, prevede l’installazione di gabbie per la cattura non cruenta degli animali. In altre parole, si punta ad affrontare l’emergenza con metodi che non prevedano sangue. Solo in casi eccezionali, si potrà ricorrere a tecniche di tele-narcosi o eutanasia. Ma la linea ufficiale è chiara: non trasformiamo il tutto in un far west.
L’individuazione del soggetto incaricato avverrà con affidamento diretto, previa selezione attraverso questa fase preliminare. Le domande dovranno arrivare via PEC all’indirizzo ambiente@pec.comuneviterbo.it. Requisiti? Esperienza, competenze specifiche e nervi saldi.


















