Viterbo che fu\ "Pi Santantògno, 'n passo de bòo"
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La cultura contadina e popolare ha da sempre adottato come termine di paragone, per valutare l'allungarsi o l'accorciarsi del giorno, l'andatura lenta o veloce di alcuni animali del mondo rurale

Pi Santantògno, ‘n passo de bòo.

Con la festività di Sant’Antonio abate, le giornate piano piano si allungano ma con una tale lentezza da paragonarla al lento incedere del bue, “bòo”, che tira l’aratro. Questa ricorrenza segna anche l’inizio del Carnevale. La cultura contadina e popolare ha da sempre adottato come termine di paragone, per valutare l’allungarsi o l’accorciarsi del giorno, l’andatura lenta o veloce di alcuni animali del mondo rurale. Sant’Antonio abate, vincitore sulle forze infernali, viene tuttora festeggiato con l’accensione di grandi fuochi, come il “focaróne de Bagnaia”, un antico rito pagano dal significato esorcistico e purificatorio. Un tempo, era tradizione spargere la cenere dei fuochi intorno al casale o all’interno della stalla (dove si trovava sempre un ‘immagine di Sant’Antonio), per proteggere le persone, gli animali e gli edifici da malattie e calamità naturali.

tratto da “Si ‘l cuntadino fusse ‘nduìno…” di Gianluca Braconcini.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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