Viterbo centro storico, è possibile riportarlo in vita?
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Cosa è oggi il centro storico di Viterbo? Da dove parte? In che direzione sta andando? Domande non poste. Non se le è fatte chi ha amministrato la città fino a oggi, non c'è verso che ad affrontarle sia l'amministrazione Michelini. L'encefalogramma è piatto, purtroppo.

Cosa è oggi il centro storico di Viterbo? Da dove parte? In che direzione sta andando? Domande non poste. Non se le è fatte chi ha amministrato la città fino a oggi, non c’è verso che ad affrontarle sia l’amministrazione Michelini. L’encefalogramma è piatto, purtroppo.

Le colpe? E’ un giochino che, in fondo, interessa poco. La cosa certa è che il tema sarà centrale nella campagna elettorale, già partita, che porterà la città al rinnovo dell’amministrazione di Palazzo dei Priori nel mese di giugno. Il sasso nello stagno l’ha lanciato Mauro Rotelli, leader di Fratelli d’Italia. Lo ha fatto dal suo profilo Facebook, con un posto che ha smosso la curiosità e l’interesse di molti.

Ecco come Rotelli pone l’argomento: “Metà esatta di Caffeina17, anche quest’anno spettacoli, aziende e migliaia di persone ogni sera, si incontrano in quello che dovrebbe essere il salotto buono della città…lo è?!?

Passano gli anni, eppure sembra ancora mancare la combinazione giusta tra eventi, esigenze commerciali e residenti. Le polemiche tra i comitati di quartiere, i gestori delle attività extralberghiere e gli esercenti lo dimostrano e non possono essere derubricate al “tanto qualcuno si lamenterà sempre”.

Di certo, la desertificazione in favore delle periferie, la musealizzazione o l’esclusiva organizzazione di eventi straordinari, sono nemici, di una semplice e fondamentale necessità: l’ordinaria abitabilità del centro. Consideriamo il centro per il suo valore identitario, il luogo in cui si racchiude la maggior parte della dimensione simbolica della città.

Un’identità o persa o in grosso pericolo d’estinzione, basti pensare ad alcune zone. Anche per questo, la normale vivibilità di Pianoscarano, ci sembra così diversa da San Pellegrino, dai dintorni di piazza della Rocca o da via Mazzini”. Poi lancia l’hashtag: #dinuovoincentro.

Intervengono in tanti, normali cittadini e volti noti. Rappresentanti di associazioni di categoria e rappresentanti di formazioni politiche e civiche. Il dado è tratto, il Rubicone dell’indifferenza è passato. Qualcuno con i capelli bianchi potrebbe dire: “Vedi, figlio mio, qua in questo tempo è tutta campagna … elettorale”. Può starci ma poco importa, la tematica c’è. La questione è davvero centrale, dirompente, gravida. La Fune riflette da tempo sul presente del centro storico, cercando di immaginarne il futuro. Sviscerare le tematiche è uno dei compiti di un giornale.

Nei prossimi giorni cercheremo di raccogliere pareri, idee, spunti, critiche. Tutto quello che serve per “sbattere in prima pagina” (essendo noi sul web diremo in posizione alta della home) il fatto. Ci sforzeremo di dare il nostro contributo da giornale del territorio e per il territorio. Accoglieremo quanto i lettori vorranno scriverci, senza censura. Andremo a chiedere a chi può giocare un ruolo concreto. Saremo a caccia e produrremo idee, magari anche dei render. Apriremo un filone di cronaca sulle condizioni dei diversi angoli del centro. La domanda delle sette pistole resta: E’ possibile riportarlo in vita? Per rispondere serve un viaggio tra i problemi, così da fissare la concentrazione e smuovere qualcosa.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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