Viterbo celebra il 74° anniversario della nascita della Repubblica Italiana

VITERBO - In piazza dei caduti a Viterbo, davanti al sacrario, erano presenti il sindaco Giovanni Arena, il prefetto Giovanni Bruno, il questore Massimo Macera, il presidente della provincia Pietro Nocchi, il vescovo Lino Fumagalli, il procuratore capo Paolo Auriemma e la presidente del tribunale di Viterbo Maria Rosaria Covelli, le autorità militari, di polizia e i vigili del fuoco.
VITERBO – Viterbo celebra il 74° anniversario della nascita della Repubblica Italiana.
In piazza dei caduti a Viterbo, davanti al sacrario, erano presenti il sindaco Giovanni Arena, il prefetto Giovanni Bruno, il questore Massimo Macera, il presidente della provincia Pietro Nocchi, il vescovo Lino Fumagalli, il procuratore capo Paolo Auriemma e la presidente del tribunale di Viterbo Maria Rosaria Covelli, le autorità militari, di polizia e i vigili del fuoco.
Non è un 2 Giugno come tutti gli altri. Il ricordo dell’ emergenza Coronavirus è ancora forte e il discorso del presidente Mattarella in cui si è fatto appello all’unità nazionale è particolarmente sentito e partecipato dai presenti.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.


















