Viterbo cardioprotetta, posizionati 13 nuovi defibrillatori in città e nelle frazioni

VITERBO - Tredici nuovi defibrillatori per rendere più sicura la città capoluogo. Ne esistevano soltanto due e con questi nuovi acquisti la città e le frazioni raggiungono quota quindici.
VITERBO – Tredici nuovi defibrillatori per rendere più sicura la città capoluogo. Ne esistevano soltanto due e con questi nuovi acquisti la città e le frazioni raggiungono quota quindici.
“Era un impegno, quello di dotare la città di questi importanti strumenti salvavita e sensibilizzare la cittadinanza all’importanza del primo soccorso in situazioni di emergenza, che abbiamo rispettato e sul quale continueremo ad investire energie”. Il commento della sindaca Chiara Frontini.
“Un’opportunità resa possibile – continua la prima cittadina – da una città che, ancora una volta, ha saputo fare squadra donando i vari defibrillatori, e quindi un particolare grazie a: Università degli Studi della Tuscia, Croce Rossa Italiana sez. di Viterbo, Belli s.r.l., Immobiliare Bacchelli, gioielleria Menichelli, la gioielleria Bracci, Coldwell Banker nella persona di Roberto Gigio, Sergio Saggini dell’omonima società, Ottica Lisi & Bartolomei, la Harley Davidson Viterbo Chapter, il sindacato autonomo SAP Polizia di Stato e ristorante Il Labirinto.
Grazie di cuore a Nexus fornitrice dei dispositivi, nella persona di Felice Napolitano, rappresentante locale. Il progetto è stato coordinato dall’assessorato alle Politiche Sociali guidato da Patrizia Notaristefano, al quale hanno collaborato tanti componenti della giunta e del consiglio comunale, di nuovo facendo squadra”.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi


















