Viterbo capitale regionale dei rifiuti, Ghera (Regione Lazio): "Non lasceremo solo il capoluogo della Tuscia"
Foto Fabrizio Ghera
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ROMA - Fabrizio Ghera ha replicato in queste ore all'affondo della sindaca di Viterbo Chiara Frontini che ha presentato ricorso al Tar contro la decisione regionale di ampliare la discarica di Monterazzano.

ROMA – Fabrizio Ghera, al secolo assessore in Regione Lazio al Ciclo dei rifiuti, ha replicato in queste ore all’affondo della sindaca di Viterbo Chiara Frontini che ha presentato ricorso al Tar contro la decisione regionale di ampliare la discarica di Monterazzano.

“La Regione non considera Viterbo la pattumiera del Lazio, sul tema delle discariche ogni provincia dovrà fare la propria parte – le parole di Ghera -. Da dieci anni a questa parte nessuno aveva mosso un dito per trovare una soluzione decente per evitare che tutti i rifiuti di Roma, Latina, Frosinone o Rieti finissero in giro per la regione, senza avere un proprio sito dove andare a conferirli.

Da quando si è insediata, questa giunta ha immediatamente avviato un confronto serio con tutte le parti interessate per trovare le migliori soluzioni possibili per risolvere il problema dell’autosufficienza dei territori.

Da subito abbiamo puntato in maniera decisa verso l’efficientamento dei servizi di raccolta differenziata dei rifiuti urbani proprio per ridurre il più possibile i quantitativi diretti verso le discariche.

Ad aprile abbiamo finanziato un bando da 9 milioni di euro per tutti i comuni del Lazio per incrementare la differenziata attraverso strutture innovative e intelligenti e, con un fondo a parte, abbiamo dato 5 milioni di euro anche a Roma Capitale. Nei prossimi mesi, inoltre, attiveremo nuove iniziative. Sulla gestione dei rifiuti, Viterbo non sarà lasciata sola”.

 

 

 

 

 

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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