Viterbo capitale mondiale delle città balneari 2018. Una grande sfida per il futuro
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La città dei papi si prepara a candidarsi come capitale mondiale delle città balneari. Una sfida difficile, ma il capoluogo della Tuscia ha tutte le carte in regola per spuntarla.

Viterbo capitale mondiale delle città balneari 2018. Per il capoluogo della Tuscia è arrivato il momento di pensare in grande, per costruire sviluppo e posti di lavoro. Roba di cui inizia appena appena a sentirsi il bisogno. Dopo il buon esito della città Termale, florida e splendente. Dopo i fasti della capitale italiana della cultura e la gloria della capitale europea del volontariato una nuova sfida sta maturando nelle stanze di Palazzo dei Priori.

L’amministrazione comunale sta lavorando in gran segreto al progetto. E’ già pronta però una lista con i nomi dei membri del prossimo comitato scientifico. Non sarà facile spuntarla su realtà già consolidate come Los Angeles. Temibile anche la concorrenza delle isole Hawaii e delle Maldive. Ma la città papale ha le carte giuste per farcela e portare a casa anche questo risultato.

Al momento sono trapelate solo scarse indiscrezioni sulla composizione del comitato scientifico. Si parla di un viterbese sessantenne che ha maturato una florida esperienza nel campo come bagnino tra gli ombrelloni di Terracina beach. E’ lui il papabile coordinatore. Ma tante altre sono le professionalità chiamate in causa dall’amministrazione comunale. C’è chi ha gestito un villaggio turistico a Sharm, chi è da poco andato in pensione dopo una vita da mozzo su varie navi da crociera e che quindi di mare se ne intende. In formazione anche qualche oriundo, dei riminesi trapiantati da anni nel quartiere Santa Barbara. Come rappresentante dell’amministrazione comunale è stato scelto l’assessore Antonio Delli Iaconi, per l’indiscutibile competenza nella scelta degli occhiali da sole.

La sfida rappresenta una grande opportunità per Viterbo e per tutto il Viterbese. Il mare per il capoluogo della Tuscia è, da qualche tempo a questa parte, ricco di pesci. Basta buttare l’amo.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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