Viterbo Capitale della Cultura si apre al dialogo: dalla web community al confronto con gli operatori
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Ecco come il Comitato scientifico che cura la candidatura a Viterbo Capitale della Cultura intende onorare il capitolo «coinvolgimento della città» del bando ministeriale

Una web-community e il dialogo con le realtà del territorio. Ecco come il Comitato scientifico che cura la candidatura a Viterbo Capitale della Cultura intende onorare il capitolo coinvolgimento della città del bando ministeriale. Lo ha spiegato il coordinatore Claudio Margottini a La Fune rispondendo ad alcune domande sulla mancata apertura dei lavori alle realtà che ogni giorni lavorano a Viterbo per produrre cultura. Una domanda che era già stata rivolta al sindaco in conferenza stampa. Sindaco (leggi qui) che non l’aveva presa troppo bene, rispondendo stizzito e polemizzando con la Consulta delle associazioni culturali da lui stesso votata. “È la politica che decide, non le associazioni”. E ci mancherebbe altro.

“Se dovessimo entrare nella short-list (solo le prime dieci concorreranno per il titolo finale, ndr) – ha spiegato Margottini – avremmo 3 mesi per coinvolgere tutte le realtà, con i tempi che un coinvolgimento diffuso richiede. Sia con dei bandi, sostanzialmente, che con una web-community. Faccio questa cosa gratuitamente e voglio fare la cosa più trasparente, partecipata e dialogante possibile”. Insomma, anche se altre realtà hanno giù iniziato a coinvolgere la città nonostante i tempi brevi, Viterbo lo farà solo dalla seconda fase in poi. Se davvero così fosse, sarebbe meglio di niente.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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