"Viterbo Capitale della Cultura nel 2017 è una opportunità per tutto il Paese"
10429339_346821895520921_2277879393958242336_n
800 Monastero
La lettera del direttore artistico di Egidio17 Antonio Rocca: "mettere a fuoco quale visione del futuro siamo in grado di offrire in virtù di una specificità che è solo nostra".

Viterbo Capitale della cultura 2017 è una opportunità per il Paese intero: grazie a Egidio17. “Dobbiamo mettere il Paese nelle condizioni di comprendere che Viterbo Capitale della cultura 2017, anno in cui il mondo celebrerà il V centenario della Riforma, è innanzitutto l’opportunità che l’Italia attende per non restare tagliata fuori da una ricorrenza destinata a unire l’Australia e gli Stati Uniti, l’Europa e l’Africa”. A scrivere è Antonio Rocca, il direttore artistico di Egidio17, il progetto che punta a far ricordare prima a noi e poi al mondo di quanto Viterbo fu importante negli anni della Riforma.

“Qui – prosegue Rocca – Reginald Pole e Vittoria Colonna hanno costituito una speranza per la cristianità lacerata dell’età conciliare. Una speranza sconfitta dall’Inquisizione e da un irrigidimento identitario che ci ha lasciato in eredità solo divisioni e inutili stragi. E tuttavia nel momento in cui ci troviamo a immaginare Viterbo capitale della cultura per il 2017, il ricordo di quella disfatta diventa prezioso perché quella memoria costituisce la nostra carta migliore nella competizione”.

“Viterbo è già stata capitale e lo è stata quando ha imposto una visione della cultura come processo dialogico. Il genius loci della città, quell’Egidio Antonini che traduceva la Bibbia e il Corano mentre chiedeva con forza una riforma della Chiesa, è personificazione del ruolo di cerniera che l’Italia deve giocare tra mondo latino e anglo-sassone, così come tra le due sponde del Mediterraneo. Allora, nella definizione del progetto, non si tratta di porre l’accento su cosa chiediamo, ma di mettere a fuoco quale visione del futuro siamo in grado di offrire in virtù di una specificità che è solo nostra. Viterbo – conclude Rocca – può diventare il laboratorio ideale di una nazione che, per storia e attitudine, è luogo privilegiato per la costruzione d’identità dinamiche e di frontiera”.

 

lafune_800 x 120
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
monastero interno
POST FB 02
TdP_Inalazioni
Masicar300x300-optimize
Onda
domenicale post
asvis 2
lafune_300 x 600
Fune 300x300
Jeep_Compass_apex_300x300_200
aiac_banner_01
Foto Fisioterapy Center