Viterbo candidata per ospitare il Lazio Pride 2019
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La città è tra le candidate per ospitare l’evento che tutti gli anni viene organizzato dalle associazioni per la difesa dei diritti LGBT. La votazione è stata indetta sulle pagine Facebook e Instagram di Lazio Pride.

Il prossimo Lazio Pride potrebbe tenersi a Viterbo. La città infatti è tra le candidate per ospitare l’evento che tutti gli anni viene organizzato dalle associazioni per la difesa dei diritti LGBT. La votazione è stata indetta sulle pagine Facebook e Instagram di Lazio Pride.

In tutto sei città a concorrere per ospitare l’evento: Viterbo, Frosinone, Ostia, Guidonia, Latina e Albano Laziale. La decisione verrà presa direttamente dagli utenti di Facebook e Instagram. I primi sono chiamati a votare attraverso un post in cui sarà possibile votare scegliendo una delle sei reazioni messe a disposizione dal social network. Per Instagram invece sarà necessario andare sul profilo di Lazio Pride e votare la foto postata con il nome della città che si desidera votare.

Le tre più votate entreranno a far parte delle tre finaliste da cui poi si sceglierà la città vincitrice. Si avrà tempo per votare fino al 31 gennaio.

Gli Stati Generali La Fune
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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