Consuntivo 2016: oggi il Centrosinistra ci proverà, ma l'opposizione è pronta al ricorso al Tar
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Il centrodestra ieri mattina è andato in Prefettura per cercare di portare all’attenzione del Prefetto ciò che sta accadendo. E intanto Giulio Marini minaccia di rivolgersi al Tar in caso di tentativo di discussione in Consiglio da parte della maggioranza.

Tra minacce di ricorso al Tar e tentativi di forzare la mano è l’ora del consuntivo. A Viterbo per approvare il bilancio l’ora è scoccata da tempo. Ma nulla si muove, tra le polemiche del centrodestra e le incertezze del centrosinistra, impegnato a trattare rimpasti o a garantire a ciascuna corrente qualche cifra in più qua e là o a litigare per le liste del congresso del Pd.

Il tema è quello del bilancio consuntivo 2016, un passaggio formale che per legge doveva essere concluso entro lo scorso marzo. Niente da fare, giunto il momento la scorsa settimana, la maggioranza è stata costretta a fare retromarcia per non aver rispettato i tempi di consegna dei documenti alla minoranza. Servono almeno 20 giorni, che scadono però tra qualche giorno. Il centrodestra infatti sottolinea che gli sono stati consegnati il 15 giugno.

Incassato il colpo, il centrosinistra ci riproverà però domani, perché sostiene che i documenti erano stati pubblicati online già qualche giorno prima. Sul punto la minoranza non fa però passi indietro e ribatte visto che gli allegati, che hanno la stessa importanza del resto della pratica, non erano disponibili.

Intanto il centrodestra ieri mattina è andato in Prefettura per cercare di portare all’attenzione del Prefetto ciò che sta accadendo. E intanto Giulio Marini minaccia di rivolgersi al Tar in caso di tentativo di discussione in Consiglio da parte della maggioranza.

Alle 16 di oggi l’inizio dei lavori.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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