
Viterbo-Avignone, storia di un gemellaggio scomparso. Un paio di giorni fa il sindaco Leonardo Michelini e l’assessore alla Cultura Antonio Delli Iaconi hanno reso noto la loro azione di “avvicinamento” con la città francese di Avignone. L’idea è quella di creare una sinergia con questa città dei papi, unicità che condividono solo tre realtà al mondo: Viterbo, Avignone e naturalmente Roma. Ritorna il tema del gemellaggio, più volte sollevato nel capoluogo della Tuscia.
Già c’è stato un primo incontro lo scorso 13 agosto a Siena, realtà gemellata con i francesi dal 1961 grazie al pittore viterbese Matteo Giovannetti (affrescatore del palazzo papale d’oltralpe e del duomo senese). Michelini e Delli Iaconi saranno a novembre ad Avignone, in occasione della locale festa del vino. Ma proprio in queste ore si è tornato a parlare di un giallo: l’esistenza già di un gemellaggio tra le due città.
La vicenda è nota e venne sollevata nel 2011 dal giornalista Giovanni Faperdue. Fu proprio lui che, sfogliando le pagine di un vecchio numero de Il Messaggero (datato 1953), scoprì l’esistenza del misterioso gemellaggio. L’allora prefetto Alessandro Giacchetti si adoperò facendo una visita ai colleghi del Rotary Club di Avignone. Lo stesso Faperdue preparò una lettera in francese che fu spedita dal Comune di Viterbo al sindaco di Avignone, che non ha mai risposto.
Sul titolo dell’articolo (che riportiamo in foto) si legge a chiare lettere che quel martedì 20 settembre 1953 sarebbe stato un giorno storico. “Oggi nella Sala Regia del Palazzo dei Priori avrà luogo il gemellaggio fra Avignone e Viterbo”, è la dicitura esatta. Si annuncia inoltre la presenza dell’ambasciatore di Francia Fouques Duparc e del sottosegretario degli Esteri Dino Del Bo.
La storia è abbastanza curiosa, magari la visita in Francia di Michelini e Delli Iaconi potrà essere utile per chiarire questo giallo.


















